L’edizione di Vinitaly 2026 si è appena conclusa a VeronaFiere confermando un trend inarrestabile: l’ascesa dei vini no-alcol. Quello che nel 2024 era apparso come un esperimento pionieristico, oggi si sta trasformando in un asset strategico per le imprese italiane. Grazie allo sblocco normativo avvenuto nei primi mesi di quest’anno, che permette la dealcolazione in Italia, le aziende sono pronte a passare dall’importazione alla produzione diretta. A partire da Argea, il cui Ad Massimo Romani ha illustrato a Food Service sfide e opportunità del comparto.
Nonostante i volumi rappresentino ancora una nicchia rispetto al mercato globale, i tassi di crescita e l’interesse della ristorazione suggeriscono un cambio di paradigma. La sfida per i produttori italiani si gioca ora su tre fronti:
- Investimenti tecnologici;
- Posizionamento premium;
- Identità e know-how.
