Un solo Pos per ristoranti e bar

Le Commissioni Affari costituzionali e Lavoro di Palazzo Madama hanno approvato due emendamenti al Dl Semplificazioni che prevedono un unico dispositivo per leggere i buoni pasto elettronici
Un solo Pos per ristoranti e bar

Finalmente una buona notizia per il fuori casa: il tempo dei 5 Pos diversi accanto al registratore di cassa di bar e ristoranti sembra finito. Le Commissioni Affari costituzionali e Lavoro di Palazzo Madama, infatti, hanno approvato due emendamenti al Decreto legge Semplificazioni, presentati a firma dei Senatori Gianmauro Dell’Olio e Daniele Manca, appoggiati dalla maggioranza di Governo, che vanno nella direzione da sempre sostenuta da Fipe-Confcommercio, ovvero la semplificazione dei pagamenti. In particolare, in base a questi emendamenti i pubblici esercizi potranno leggere i buoni pasto elettronici su un unico dispositivo, a prescindere da quale sia la società emettitrice. Un risparmio non da poco per titolari e gestori dei locali che si muovono all’interno del circuito dei buoni pasto, che fino a oggi si sono visti costretti a sostenere il 25% di spese ogni 1.500 euro di fatturato, solo per installazione, commissioni e contratti di affitto dei vari lettori elettronici.

UNA SEMPLIFICAZIONE NECESSARIA

«Quella del POS unico è una battaglia di semplificazione e modernizzazione che porterà importanti risparmi all’interno di un sistema costoso come quello dei buoni pasto – dichiara il Vice Presidente Vicario di Fipe-Confcommercio, Aldo Cursano –. In questo momento di gravissima difficoltà per gli operatori del settore ogni euro risparmiato diventa vitale. Le realtà piccole e piccolissime, che hanno minore possibilità negoziale, grazie a questo intervento normativo non saranno più costrette a tenere accanto al registratore di cassa un dispositivo per ogni società emettitrice. È un risultato importante che ci auguriamo venga confermato anche nelle aule del Parlamento e auspichiamo nei prossimi mesi un ulteriore intervento del legislatore per ridurre drasticamente le commissioni che oggi toccano il 20%».

Ogni giorno, negli esercizi convenzionati grandi e piccoli, in Italia si spendono in media 13 milioni di euro sotto forma di buoni pasto, per un valore complessivo di circa 3,2 miliardi di euro. Un servizio sostituivo di mensa essenziale sia per i lavoratori, per i quali rappresenta una componente netta del salario, sia per gli imprenditori, trattandosi di un contributo esentasse.

Se, quindi, andrà in porto questa iniziativa dei due senatori, sarà il primo “raggio di luce” in un sistema, quello dei buoni pasto, che, come sottolinea Cursano, «ha molte distorsioni, che non si limitano al Pos unico. La vera tassa occulta per i ristoratori, infatti, è rappresentata dalla scontistica sul valore nominale del buono pasto, imposta dalle gare al massimo ribasso condotte dallo Stato attraverso Consip alle società emettitrici, che poi lo scaricano per intero sugli esercenti. La nostra battaglia su questo ulteriore aspetto non si fermerà, ma per il momento apprezziamo la volontà della maggioranza di andare incontro a un settore martoriato dalla crisi post Covid».

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