A fronte di una crescita a valore dell’1,5%, per l’away from home del vino italiano TradeLab registra per il secondo anno consecutivo una contrazione delle visite e, in modo più marcato, delle consumazioni effettive di beverage (-3%). Secondo l’analisi presentata a Vinitaly 2026, i consumatori appaiono sempre più selettivi e consapevoli: se il mondo dei dolci e degli analcolici flette, è il comparto alcolico a soffrire maggiormente (-5%), con amari e vini in cima alla lista delle categorie sotto pressione, mentre tengono le bollicine.
Tuttavia, le opportunità per il settore vinicolo rimangono significative, a patto di intercettare i nuovi driver di crescita:
- La ristorazione di fascia alta: un segmento che continua a performare positivamente e dove il legame con il vino resta solido;
- L’espansione delle catene premium: con una quota di mercato dell’11%, le catene della ristorazione commerciale rappresentano una frontiera ancora poco presidiata dai produttori vinicoli, finora dominata dalla birra, ma pronta per un’offerta dedicata a cene e aperitivi;
- Il nodo Generazione Z: la vera sfida culturale riguarda i giovani. Attualmente orientata verso i superalcolici, la Gen Z può essere riavvicinata al vino attraverso una comunicazione più efficace e investimenti in formazione che ne trasmettano il fascino e la qualità.
All’ultima edizione di Vinitaly ne abbiamo parlato con Bruna Boroni, Director away from home di TradeLab:
