Miscusi diventa B-corp: e non finisce qui…

Contestualmente all'ottenimento della certificazione, il format di pasta fresca ha avviato un programma di azionariato popolare e lanciato un progetto di agricoltura rigenerativa
Miscusi diventa B-corp: e non finisce qui…

Illy, Panino Giusto, Heura. La galassia delle B-Corp del food si arricchisce di una stella. Si tratta di Miscusi che viene così premiata per i propri comportamenti virtuosi.

Sono settimane alquanto movimentate per il format di pasta fresca, dopo il round da 20 milioni di euro e l’annuncio dello sbarco a Londra. Al quale si è aggiunto pochi giorni fa l’ottenimento della certificazione B-Corp, che premia le aziende capaci di andare oltre il profitto con comportamenti rispettosi dei dipendenti, dell’ambiente e delle comunità.

E tale importante riconoscimento apre di fatto la seconda fase nella vita del brand, che sancisce il proprio impegno nella sostenibilità sociale ed ambientale con due interessanti iniziative.

RISPETTO PER I DIPENDENTI E L’AMBIENTE

Il format ha infatti attivato da qualche tempo il “Miscusi stock” un piano di azionariato diffuso, unico nel suo genere nel campo del food retail e inserito nell’iniziativa “Miscusi Family” che prevede di destinare il 5% della società a store manager e dipendenti dell’HQ e che ha già consentito a quasi il 20% dei dipendenti di avere il diritto di possedere azioni.

In un’ottica di sostenibilità ambientale, per tracciare ogni singolo ingrediente dalla terra al piatto, Miscusi ha dato il via a un progetto sperimentale di agricoltura rigenerativa che, grazie alla coltivazione di cereali a basso impatto ambientale, consentirà alla catena di produrre una pasta buona per le persone e per il pianeta.

PER UNA NUOVA RISTORAZIONE

“Il mondo sta sperimentando sempre più impatti climatici pericolosi e crisi umanitarie legate a siccità, aumento del livello del mare, inondazioni, calore estremo e collasso dell’ecosistema. Il sistema alimentare è responsabile di circa il 28% delle emissioni globali di gas serra. L’agricoltura e i cambiamenti di uso del suolo associati (così come i fertilizzanti, i pesticidi e il letame) sono la più grande fonte di queste emissioni”, ha spiegato Alberto Cartasegna, fondatore e Ceo di miscusi.

Non possiamo ignorare queste problematiche, miscusi vuole contribuire concretamente alla soluzione, perché con un piatto di pasta è possibile farlo. Oramai da un paio d’anni lavoriamo con tutti i nostri fornitori per mappare le emissioni, partendo dal campo e seguendo il prodotto fino al piatto. Un lavoro lungo e dispendioso, necessario a sapere quali ingredienti scegliere. I primi risultati sono strabilianti: il nostro menu è già oggi dentro gli obiettivi di ‘planetary boundaries’ delle Nazioni Unite per il 2030. Meno di 1,5kg di CO2 al giorno per capite. Vogliamo andare oltre e stiamo creando un piatto di pasta che non solo renda le persone felici e le faccia stare bene, ma che rigeneri la terra, oramai compromessa da mezzo secolo di agricoltura chimica. Stiamo conducendo un progetto pilota, riscoprendo grani antichi e cereali alternativi, seguendo sempre il mantra della biodiversità, praticando agricoltura non invasiva e di precisione. Lanceremo entro fine anno il primo piatto di pasta ‘good for you & good for the planet’ che rende possibile un equilibrio nutrizionale e planetario molto complicato. miscusi non è più solo un brand di ristoranti, ma un movimento in cui le persone riconoscono valori e missione“.

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