Precipita l’export di gin made in Uk: Covid e Brexit sotto accusa

Le vendite del distillato fuori dai confini del Regno Unito hanno accusato un calo di 100 milioni di sterline rispetto al 2019. La pandemia e i problemi causati dall'uscita dall'Ue le due cause principali del tracollo
Precipita l’export di gin made in Uk: Covid e Brexit sotto accusa

Colpa del Covid, non c’è ombra di dubbio. La pandemia ha chiuso a chiave l’ingresso di molti locali in Europa e nel mondo intero. Ma non è l’unica causa che ha portato uno dei distillati simbolo del Regno Unito, vale a dire il gin, ad accusare un forte calo delle esportazioni. Conteggiando l’andamento nel 2020, le vendite oltremanica del distillato a base di ginepro hanno, infatti, subito una flessione superiore ai 100 milioni di sterline rispetto al 2019, con un calo del 25% se si considera il mercato europeo, tra le principali aree di approdo del gin uscito dalla distillerie sparse sul territorio Uk.

BATTUTA D’ARRESTO PER GLI INTROITI IN ASCESA

Una battuta d’arresto preoccupante per i conti economici inglesi, soprattutto considerando che si tratta del gin che in questi ultimi anni ha messo a segno introiti in graduale ascesa fino a toccare la soglia record di 672 milioni di sterline, frutto delle vendite realizzate al di là dei confini nazionali che hanno spinto gli analisti a parlare di un decennio, avviato nel 2009, nel quale ha preso il via una vera e propria ‘gin renaissance’.  

ACCENTO SULLE PROBLEMATICHE CONNESSE ALLA BREXIT

Oggi però quell’euforia è stata decisamente raffreddata. A comunicare l’andamento attuale è stato l’HM Revenue e Costoms (Hmrc), il dipartimento governativo doganale del Regno Unito, che ha quindi relazionato questo calo alla chiusura degli esercizi pubblici, ma anche l’emergere di problematiche dovute alla Brexit, entrata in vigore a partire dal 31 gennaio 2020. Problematiche che, specifica lo studio del dipartimento doganale inglese, si sono fatte sentire a livello logistico, con conseguente ritardo nelle consegne per questioni burocratiche con più documenti e autorizzazioni resi ora necessari per permettere ai prodotti inglesi di accedere al mercato unico europeo, oltre alla difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime per la produzioni del gin reperibili solo nei Paesi stranieri.  

LA PANDEMIA HA CHIUSO 2 MILA PUB NEL REGNO UNITO

La notizia negativa che riguarda le esportazioni di gin britannico si aggiunge alla preoccupante situazione in cui versa un’altra iconico bevanda alcolica del Paese. Secondo, quanto reso noto dalla British Beer Pub Association, gli effetti della pandemia, con relative restrizioni, hanno portato alla chiusura in quest’ultimo anno di oltre 2 mila pub sparsi nel paese. Il danno del lockdown, inoltre, ha causato la mancata vendita di 2,1 miliardi di pinte, con un gap economico pari a 8,2 milairdi di sterline. 

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