Foodservice keywords: P come Pandemia

La pandemia ha stravolto tutto quanto, ma ha anche permesso di spostare l’attenzione su concetti quali la solidarietà e la sostenibilità. Perché solo così si prospera e nello stesso tempo si fa del bene

Il Covid ha sconvolto le vite di tutti, fermato, sospeso, messo in pausa, reinventato o spesso stravolto molte delle attività che si facevano prima. Il tratto più sorprendente, l’effetto più visibile, però, di questa pandemia è stato l’attenzione alla solidarietà, ad un bisogno autentico, sentito, assoluto di umanità. Abituate a correre, ad essere concentrate sul profitto, improvvisamente le aziende si sono trovate a chiedersi altro, a spostare l’attenzione. Non a caso proprio in questo periodo caratterizzato da continui cigni neri, o eventi inaspettati, hanno vinto il Nobel per l’economia Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer, per l’approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale. Il loro libro più recente (Banerjee & Duflo, 2019) si intitola “Good economics for hard times”, ovvero la buona economia in tempi difficili. È esattamente questo che sta succedendo, ci si è resi conto che se non ci concentra sulla buona economia, quella che fa bene alla persona e all’ambiente, non si arriva da nessuna parte.

Non è solo un fatto di marketing e comunicazione, non si tratta solo di dichiarazioni volte a conquistare il favore del pubblico. Quello che le aziende stanno facendo in questo momento – e con pronta risposta anche degli operatori del foodservice – è proprio cercare di fare la differenza, in un contesto in cui il domani appare incerto e la riflessione deve necessariamente guardare ad orizzonti più ampi.

SOLIDARIETÀ E SOSTENIBILITÀ

Cosa vuol dire e come si può far bene alla persona e all’ambiente? Vuol dire focalizzarsi su progetti che fanno della solidarietà e sostenibilità il loro punto cardine – pensiamo per esempio alle aziende che operano nel settore della distribuzione automatica rappresentate da Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, che hanno lanciato una serie di iniziative di solidarietà a favore di ospedali, Protezione Civile, fondazioni e progetti, stanziando oltre 10 milioni di euro o al nuovo concept Circular Bar e Grocerant presentato a Dusseldorf volto a minimizzare l’impatto ambientale e promuovere l’innovazione sociale.

FELICITÀ

Vuol dire anche pensare ad un concetto trascurato per anni, a quello della felicità. Non si tratta di avere solo i brand della felicità, anche le aziende possono essere posti felici con persone felici. La pandemia ci concede questo lusso, quello di agire con audacia come scrive brillantemente Baricco, ma anche quello di poterci concentrare su come costruire aziende felici.

E allora mi auguro questo, che gli esercizi commerciali, i ristoranti, le aziende legate alla ristorazione siano luoghi e imprese in grado di riprendersi al più presto anche grazie al fatto che si sono potuti focalizzare sulla solidarietà, sostenibilità e felicità. Solo così si può battere la pandemia e percorrere la strada del profitto. Proprio così, perché le aziende solidali e concentrate sui propri valori sono anche quelle che alla fine riescono a prosperare. Facendo del bene e costruendo un ecosistema intorno di interlocutori soddisfatti.

di Guia Beatrice Pirotti

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