Il 2026 si apre con un segnale di rallentamento per i consumi in Italia. Secondo l’Osservatorio Confimprese-Jakala, il mese di febbraio registra una flessione del -0,7% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando un quadro ancora fragile e caratterizzato da una stabilizzazione incerta.
Il dato segna un’inversione rispetto al lieve incremento di gennaio (+0,6%) e si inserisce in un contesto macroeconomico condizionato dall’aumento dell’inflazione (+1,5% a febbraio), dalle tensioni internazionali e dal conseguente impatto sui costi energetici e sul potere d’acquisto delle famiglie.
Il quadro complessivo suggerisce un comportamento di consumo più prudente, con una maggiore attenzione alla spesa discrezionale e una selettività crescente nelle scelte di acquisto.
Dal punto di vista distributivo, le high street dei centri città registrano un incremento del +1,6%, mentre i negozi di prossimità crescono del +1,3%. Più contenuta la performance dei centri commerciali, che si fermano a un +0,3%, rimanendo il canale meno dinamico.
Un segnale che evidenzia come i consumatori tendano a privilegiare contesti urbani e acquisti più mirati, a scapito delle grandi superfici.
Geografia dei consumi: Italia a più velocità
Le dinamiche territoriali confermano un andamento disomogeneo. Tra le regioni, le Marche guidano la crescita (+2,9%), seguite da Molise e Sardegna (+2,1%), mentre in coda si colloca la Puglia (-2,6%), insieme a Emilia-Romagna e Lombardia in territorio negativo.
A livello provinciale, spicca la performance di Ancona (+4,0%), mentre Rimini (-4,9%) si posiziona come fanalino di coda.
Uno scenario incerto per i prossimi mesi
Secondo Mario Maiocchi, Direttore del Centro Studi Confimprese, “il quadro attuale riflette un inizio d’anno coerente con le aspettative, caratterizzato da una crescita modesta e da dinamiche settoriali differenziate. Tuttavia, il contesto internazionale e le tensioni economiche rendono le prospettive particolarmente incerte. In questo scenario, le imprese sono chiamate a muoversi con grande flessibilità, puntando su efficienza operativa e rapidità di adattamento per fronteggiare un mercato sempre più volatile“.
L’analisi dell’Osservatorio restituisce l’immagine di un consumatore più cauto, che continua a spendere ma con maggiore attenzione e selettività. Dopo la spinta dei saldi, che tende a esaurirsi rapidamente, emergono segnali di rallentamento che potrebbero consolidarsi nei mesi successivi.
Il 2026 si apre quindi all’insegna della prudenza: un mercato ancora attivo, ma sempre più condizionato da fattori esterni e da una crescente attenzione alla gestione del budget familiare.
