Silvia Minoccheri di Salvaterra a Vinitaly 2026 presenta vini italiani.

Il ritorno al futuro di Salvaterra: storia e business strategy a Vinitaly 2026

Dalle antiche ricette del 1450 a un modello di consumo flessibile: il successo di Villa Giona a VeronaFiere
Silvia Minoccheri di Salvaterra a Vinitaly 2026 presenta vini italiani.

Si è chiusa con un bilancio positivo l’edizione 2026 di Vinitaly per il gruppo Salvaterra, che ha scelto la ribalta veronese per presentare un ambizioso progetto di recupero storico e riposizionamento di mercato. Al centro della narrazione c’è Villa Giona, tenuta della Valpolicella risalente al 1450, dove un’accurata ricerca d’archivio ha permesso di riportare alla luce metodi di vinificazione dimenticati da oltre sei secoli.

Tra le novità di spicco figurano la Corvina spumante, un rosato “piteante” che affonda le radici nelle abitudini dei lavoranti del XV secolo, e il Riposato, un prodotto derivante da tre diversi livelli di appassimento delle uve, oggi ufficialmente brevettato e registrato dal brand per tutelarne l’esclusività produttiva.

L’operazione non è solo enologica ma anche di storytelling esperienziale attraverso il progetto Lovers Gambit: una linea di vini che trasforma ogni bottiglia nel capitolo di un romanzo quattrocentesco e in una mossa sulla scacchiera dell’amore, unendo il piacere della degustazione al gioco degli scacchi.

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