Felicia e le Maltagliatelle healthy create con l’Università di Pollenzo

Il brand della pasta di Andriani ha creato la gamma Felicia Professional destinata alla ristorazione. A Cibus la presentazione ufficiale di una referenza testata da chef e ristoratori
Felicia e le Maltagliatelle healthy create con l’Università di Pollenzo

Tra i cento prodotti più innovativi ospitati all’interno dell’Innovation Corner di Cibus compaiono le Maltagliatelle di lenticchie rosse e riso integrale prodotte da Felicia, marchio di Andreani Società Benefit, inserite nella linea premium pensata per la ristorazione d’alta gamma. Fanno parte della nuova gamma Felicia Professionaldedicata al foodservice e alla ristorazione professionale e sono basate un modello di alimentazione improntata al gusto, all’equilibrio e al benessere, con il coinvolgimento di cento ristoratori della rete Slow Food e della guida Michelin.

La genesi del progetto

La presentazione ufficiale del nuovo prodotto a marchio Felicia è avvenuta a Cibus nell’Agorà Innovation, allestita all’interno dell’Innovation Corner, nel corso del talk “Ricerca e industria insieme per innovare”, moderato da Monica Nastrucci (Gruppo Food), con la partecipazione di Mattia Caravella, sustainable sourcing specialist di Andriani, e Gabriele Cena, responsabile delle relazioni esterne e delle partnership di Unisg Pollenzo. Le Maltagliatelle, infatti, sono il frutto di una collaborazione innovativa avviata tre anni fa tra l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e il gruppo Andriani e seguita direttamente da Caravella, ex studente dell’ateneo piemontese. Il processo di creazione del prodotto è iniziato dall’analisi delle tendenze di consumo e delle esigenze manifestate da parte del cliente finale, per poi coinvolgere l’area di ricerca e sviluppo di Andriani e lavorando in tandem con i ristoratori per i test e i relativi feedback legati al risultato.

Abbiamo unito discipline e professionalità differenti per realizzare un’esperienza pilota mirata allo sviluppo di prodotti destinati al consumo fuori casa” ha sottolineato Caravella. Il risultato finale è stato quindi sottoposto al giudizio di diversi chef attraverso un panel test, portando azioni correttive laddove fosse chiesto.

Sane e sostenibili

Il nome Maltagliatelle deriva dalla crasi dei termini “maltagliati”, scelto per l’irregolarità del formato, e “tagliatelle”, perché inizialmente erano state interpretate dagli chef come se fossero delle tagliatelle un po’ mosse.

Abbiamo interpretato l’aspetto non omologato del prodotto come un valore aggiunto. È una pasta che racchiude in sé l’anima dell’intero progetto, riflettendo la giocosità con cui lo abbiamo concepito con forme irregolari, bicromia, formato vivace” ha precisato Caravella. Oltre alle Maltagliatelle, la partnership con Unisg Pollenzo ha dato forma agli Spaghetti di lenticchie nere beluga. “Con questi prodotti, gli chef possono realizzare piatti sani pensati per una dieta completa. Andriani punta molto sulla trasformazione dei legumi della nostra filiera, tra le più importanti in Italia con 5.000 ettari coltivati perlopiù in Puglia e Basilicata. I legumi sono degli alleati preziosi per la sostenibilità del settore primario” ha quindi ribadito il manager. L’obiettivo è di uscire dalla nicchia “protetta” del prodotto senza glutine per conquistare l’intero mercato con le caratteristiche healthy della pasta a marchio Felicia.

La rete di Pollenzo

La strategia di partnership rientra nel modo di operare dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, in attività da 18 anni e diventata ormai il quarto polo universitario piemontese. Le collaborazioni sono state estese nel tempo fino a riguardare 95 università mondiali e 150 aziende che, come ha evidenziato Gabriele Cena: “Ci portano istanze strettamente collegate alle dinamiche di mercato”. Il legame di Unisg Pollenzo con Slow Food ha spinto l’ateneo ha muoversi sia nella direzione della tutela della tradizione sia nella ricerca di nuove soluzioni legate alla sostenibilità del cibo, considerato un anello di congiunzione con il tema della salute. “Le risorse non sono illimitate. Ci siamo posti l’obiettivo di aiutare le aziende e le istituzioni ad adottare le corrette strategie per la transizione ad un nuovo modello produttivo, attraverso le 3 C della Circular Economy for Food: la prima è quella del capitale naturale, culturale ed economico, la seconda è quella della ciclicità e la terza è quella della co-evoluzione con il sistema” ha detto Cena. La presenza a Pollenzo di studenti provenienti da tutto il mondo ha dato vita a una sorta di quarta C, quella della contaminazione basata proprio sulle diverse tradizioni alimentari dei propri corsisti.

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