Coca-Cola, dai vaccini una boccata d’ossigeno per i conti

La multinazionale è cresciuta nel primo trimestre, grazie al buon andamento nei tre mercati ad alta diffusione dei sieri, Usa, Regno Unito e Cina

Un bilancio incoraggiante, ma è ancora presto per cantare vittoria. Presumibilmente, lo si potrà fare quando la vaccinazione avrà raggiunto una diffusione globale. L’andamento del primo trimestre 2021 di Coca-Cola è un mix di sensazioni diverse, come emerge dalle dichiarazioni di James Quincey, Ceo della multinazionale, che fondono soddisfazione a cautela, ottimismo a oggettive preoccupazioni sul futuro.

Sta di fatto che il gigante di Atlanta è cresciuto in questo inizio di stagione. Segnale incoraggiante che potrebbe aprire la porta all’ipotesi di una possibile ripresa a livello economico, anche se appare abbastanza evidente che questa non sarà univoca e sincronizzata.

AUMENTO DEI RICAVI DEL 5% SUL 2020

I dati finanziari mostrano, dunque, un aumento dei ricavi pari al 5% rispetto allo stesso periodo del 2020, per un giro di affare complessivo pari a 9 miliardi di dollari. La previsione sul 2021 è quella di chiudere l’anno con un aumento dei ricavi organici di poco inferiore alla doppia cifra.

A questo punto è lecito credere che la crescita di un big player come Coca-Cola possa essere di buon auspicio per l’intero settore beverage. Ma, a oggi, del domani non c’è nessuna certezza. In molti Stati i bar e ristoranti sono ancora chiusi e le riaperture sono condizionate dall’andamento dei contagi. Il rischio di nuove chiusure è sempre in allerta e non lascia fare ai fare sogni tranquilli.

INCERTEZZE LEGATE A POSSIBILI NUOVI LOCKDOWN

La principale incertezza rimane legata alla possibilità di nuovi lockdown, che impediscono di avere una visione globale e lineare del futuro andamento dei mercati“, ha dichiarato Quincey. “Abbiamo, comunque messo a segno un ottimo andamento in questo inizio di anno, soprattutto nei paesi in cui i piani di vaccinazioni stanno avanzando rapidamente“. Il numero uno della multinazionale ha, quindi, fatto esplicitamente riferimento al mercato statunitense, britannico e cinese, aree dove le vendite e i consumi stanno rialzando la testa.

Negli Stati Uniti stiamo registrando i primi segnali positivi anche nell’on trade“,ha reso noto il manager inglese a capo di Coca-Cola, “mentre in Cina la performance sul trimestre è tornata quasi ai livelli pre-pandemici. In Europa, invece, la situazione è meno brillante, alla luce di un lento avanzamento della somministrazione dei vaccini e al fatto che molti paesi sono ancora alle prese con le chiusure dei locali. Inoltre, prevediamo che la vaccinazione di massa in Africa avverrà in tempi più lunghi rispetto ai mercati più sviluppati“.

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