La Mantia boccia la zona rossa a Natale

Lo chef interviene a gamba tesa sull'ipotesi al vaglio del governo per l'intera penisola: "Ho fatto bene a non riaprire e a proseguire solo con l'asporto. Troppa confusione affossa il nostro settore"
La Mantia boccia la zona rossa a Natale

Il balletto interno al governo non si è ancora arrestato, ma si fa sempre più probabile l’ipotesi che l’Italia intera venga dichiarata zona rossa nei giorni festivi e pre-festivi a ridosso di Natale e Capodanno. Una misura che, inevitabilmente, finirà per tagliare ancor più le gambe al comparto della ristorazione, già pesantemente penalizzato dal prolungarsi della chiusura degli esercizi alle 18 dovuta all’emergenza Covid-19.

PROTESTA PER LE MISURE ADOTTATE DAI RISTORATORI

In attesa di una decisione ufficiale da parte dell’esecutivo, si sono già levate in queste ore le prime voci all’insegna del malcontento, per una misura che molti ristoratori giudicano iniqua anche alla luce delle numerose misure di sicurezza adottate negli scorsi mesi per permettere l’accesso ai locali riducendo al minimo i rischi per i consumatori.

SOLO L’ASPORTO PER NON FERMARE L’ATTIVITÀ

Particolarmente dure le parole utilizzate dallo chef Filippo La Mantia, raggiunto dall’agenzia AdnKronos. “C’è confusione nel governo“, ha sbottato La Mantia. “Si è detto di tutto e di più e così ho deciso di non aprire il ristorante e ho fatto bene: avevo ragione”. “Avevo già deciso“, ha proseguito lo chef, “di continuare soltanto con l’attività di asporto, per far continuare a lavorare i ragazzi”.

Le conseguenze per il settore, tuttavia, rischiano di aggravarsi ulteriormente con le nuove restrizioni “Ho avuto un danno economico allucinante“, ha spiegato La Mantia, “dal quale non so proprio se ne potrò mai uscire. Avevamo investito somme ingenti nel distanziamento fra i tavoli, nella sanificazione, nel ricircolo dell’aria: sarebbe dovuto bastare questo, non abbiamo avuto un solo caso di positività fra i dipendenti del ristorante”.

È stato fortemente penalizzato tutto il settore alberghiero e della ristorazione“, ha concluso amaramente, “mentre lo scorso fine settimana a Milano abbiamo assistito agli assembramenti per lo shopping natalizio, incoraggiato anche dal piano cashback e l’utilizzo delle carte di credito”.

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