Autogrill, il Covid impatta per oltre 500 milioni

La società ha tirato le somme sui primi quattro mesi e il conto è obiettivamente pesante. Manovre per evitare un'emorragia di liquidità che sarebbe letale. Speranze da Starbucks in America
Autogrill, il Covid impatta per oltre 500 milioni

Il dato che impressiona maggiormente, ma era in un certo senso atteso, è il calo del fatturato ad aprile, crollato dell’88% rispetto a quello di un anno fa. Numeri da terapia intensiva anche per chi, come il gruppo Autogrill, è sinonimo di travel food in tutto il mondo, con i suoi 31 Paesi di presenza internazionale, migliaia di punti vendita, tra le altre cose, ben 150 aeroporti serviti. Ma il Covid 19, tenuto a bada in molte nazioni a colpi di lockdown, ha colpito proprio la mobilità a qualsiasi raggio d’azione e con qualsiasi mezzo (autostrade, aeroporti, stazioni dei treni), mandando in corto circuito proprio questo tipo attività. Con il risultato che i conti della multinazionale italiana della ristorazione commerciale – controllata dalla famiglia Benetton – sono caduti a partire da marzo in poi. E, per l’amministratore delegato fresco di conferma Gianmario Tondato Da Ruos c’è ancora maggio da consuntivare.

IN ITALIA PERSI FINORA 118 MILIONI DI RICAVI

I numeri dei primi quattro mesi parlano di ricavi consolidati in calo del 35% a 963 milioni di euro. Tradotto in denari, rispetto al 2019 ad Autogrill mancano all’appello 487 milioni di euro (ma la società ha stimato l’impatto del Covid in 530 milioni), di cui 118 milioni solo in Italia, dove il calo è stato del 40% nel periodo considerato e i ricavi si sono attestati a 173 milioni. Forte il disagio anche nel Nord America, con un calo del giro d’affari del 38% e 271 milioni di euro lasciati per strada. Solo il resto delle attività internazionali – Europa esclusa – hanno contenuto l’emorragia con un calo dei ricavi del 14 per cento a quota 168 milioni di euro Tutte le variazioni percentuali sono a perimetro costante (like for like).

RISULTATO OPERATIVO IN PROFONDO ROSSO

La batosta commerciale si è ovviamente riverberata sui margini reddituali, che sono crollati, e sulla liquidità, che si è ristretta. Il margine operativo lordo (ebitda) dei primi quattro mesi è sceso a 50,8 milioni di euro, quando era stato pari a 178 milioni nel 2019. Per il risultato operativo (ebit) un profondo rosso da 157 milioni, il tutto nonostante le iniziative per ridurre i costi. Autogrill ha dichiarato di avere 500 milioni di euro in cassa, dopo averne “bruciati” 100 milioni nel solo mese di aprile per far fronte a tutte le uscite. “Con il consolidarsi delle iniziative di mitigazione del gruppo, si prevede che il consumo di cassa mensile si riduca, a partire dal mese di giugno 2020, a circa 35-40 milioni di euro nell’ipotesi di una contrazione dei ricavi mensili del 75% nel secondo semestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019” ha specificato la società che sta anche negoziando con le banche un prestito con garanzia pubblica previsto dal decreto Liquidità dopo aver già attinto interamente alla linea di credito revolving (225 milioni da parte di Autogrill e 200 milioni di dollari da parte di Hms Host Corp disponibili alla fine del 2019).

STARBUCKS: IN CINA E USA RECOVERY VELOCE

In attesa di una ripartenza solida, che potrebbe forse già arrivare nella seconda parte dell’anno, dagli Stati Uniti giungono notizie confortanti che potrebbero influire anche sulla società italiana, molto esposta su quel mercato, seppur nel travel food. La catena Starbucks, che ha cominciato a riaprire alcuni punti vendita negli Usa a metà maggio, ha riferito che i suoi negozi americani aperti da oltre 12 mesi hanno recuperato circa il 60-65% delle vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo ha scritto il Ceo della catena di caffetterie, Kevin Johnson, in una lettera ai dipendenti, dove si sottolinea anche che in Cina le vendite nei punti vendita aperti da oltre 12 mesi hanno recuperato circa l’80% del volume fatto registrare l’anno precedente. Johnson ha inoltre sottolineato come le opzioni per le pre-ordinazioni online stiano aiutando il processo di riapertura e ha detto che l’azienda accelererà un processo di dismissione di punti vendita in centri commerciali remoti per favorire l’acquisizione di negozi dotati di drive-through.

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