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Menu digitali al servizio di operatori e utenti

MenùNFC e Dishcovery hanno ideato dei menu digitali che rappresentano dei veri e propri strumenti di comunicazione per gli operatori della ristorazione, oltre a essere una fonte di informazioni utili per i clienti

Sul numero 13, aprile 2019, di Food Service, a pagina 24, è stato pubblicato un testo sui menu digitali. Qui sotto pubblichiamo la versione corretta.

È risaputo: un progetto o un’attività che sappia coinvolgere ed entusiasmare il cliente ha sicuramente maggiori probabilità di successo. Una clientela soddisfatta, specialmente nel fuori casa, è la miglior pubblicità. In tal senso, il menu, specialmente digitale, può diventare un potentissimo mezzo di comunicazione, in grado di dare un valore aggiunto, al pari della cura del locale, la cordialità dello staff e il livello del cibo e delle bevande.

Se l’inglese è unanimemente definita la lingua universale, per un turista giapponese o arabo potrebbe essere comunque difficile comprendere tutti gli ingredienti elencati nel menu, senza considerare un tema di strettissima attualità come le indicazioni sugli allergeni.

Stampare però un menu in diverse lingue con foto e storia dei piatti, sarebbe ovviamente inconcepibile e insostenibile sia a livello economico che a livello pratico. Come fare allora? Basta chiedere a MenùNFC e Dishcovery, due startup attive nel campo della digitalizzazione dei menu.

MenùNFC, tecnologia brevettata a misura di ristorante

Davide Danise, Riccardo Tonon e Alberto Villa sono i fondatori di MenùNFC. Le origini della startup risalgono a EXPO 2015, quando fu presentato al mondo il primo prototipo della tecnologia, passando per la fondazione della startup a Londra nel 2017, fino ad arrivare ai giorni nostri, con una raccolta che ha raggiunto 450.000 euro e prestigiose partnership siglate con format del calibro di Carlsberg e Illy e il Team Aprilia MotoGP. La tecnologia prevede la digitalizzazione del menu, che viene “racchiuso” in un QR code e tag NFC (MenùNFC è stata la prima azienda al mondo autorizzata da Nfc Foruma utilizzare il marchio NFC nel settore ristorazione). L’avventore non deve far altro che scannerizzare col proprio smartphone uno dei codici per accedere alla traduzione simultanea del menu nonché alle schede descrittive dei piatti o delle bevande, i cui abbinamenti vengono gestiti in tempo reale da un sistema di intelligenza artificiale, al pari delle traduzioni, elaborato da sommelier e bier master, coperto da brevetto depositato.

Interessante è l’attenzione prestata all’indicazione degli allergeni, che rendono infatti la tecnologia perfettamente conforme alla legge 1169 EU/IT sull’etichettatura alimentare. Altra interessante peculiarità è l’utilizzo dei Big Data e degli Analytics, utilissimi al ristoratore per l’elaborazione di statistiche e in prossimo futuro anche per lo sviluppo di modelli predittivi.

MenùNFC dispone di una piattaforma in cloud a disposizione del ristoratore che permette non solo di modificare gli elementi/item, ma anche gli elementi grafici potendo così offrire il servizio anche in white label.

Dishcovery, il menu diventa cameriere digitale

Dishcovery, startup fondata da Giuliano Vita e Marco Simonini, sta completando con successo la propria campagna di crowdfunding centrando l’obiettivo della raccolta massima fissata a 150.000 euro.

La tecnologia, già adottata da format innovativi come Panino Giusto, include la traduzione del menu in un numero illimitato di lingue, corredando a ogni elemento una scheda che ne racconta la storia, la preparazione e gli ingredienti, nonché i migliori abbinamenti con il vino e la birra. Anche in questo caso, il tutto viene racchiuso in un QR code stampato sul menu, che il cliente può scannerizzare comodamente con il proprio smartphone. Dishcovery permette quindi di raccontare letteralmente il menu, come una sorta di “cameriere digitale”.
Il ristoratore, da parte sua, ha a disposizione una semplice ed intuitiva piattaforma con la quale gestire autonomamente il proprio menù, modificando gli elementi seconda della disponibilità.

Se il cibo italiano è il più amato al mondo, grazie a queste due startup i turisti potranno anche conoscerne la storia e poterne cogliere tutte le variegate sfumature.

Riusciranno tutte queste startup a portare innovazione nel mondo del fuori casa nostrano?

Antonio Iannone

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