Distribuzione

Metro Italia, intervista esclusiva a Tanya Kopps

Tanya Kopps, CEO dell'azienda dallo scorso luglio, illustra le strategie future, che confermano l'approccio integrato cash&carry e food service distribution

Potenziamento del servizio di distribuzione, ampliamento dell’offerta con prodotti tipici, assistenza agli operatori del fuori casa per sviluppare la digitalizzazione. Sono questi i capisaldi della strategia di Metro Italia per il futuro, illustrati da Tanya Kopps, CEO dell’azienda. Americana, da circa vent’anni in Europa, Tanya Kopps è entrata in carica a luglio 2018. «L’Italia rappresenta il quinto mercato in ordine di importanza per il Gruppo Metro ed è una nazione vocata per i consumi fuori casa, che sono in costante crescita. Questo è essenziale per il nostro business» sottolinea Kopps.

Negli ultimi anni lei ha lavorato in altri due Paesi latini, Spagna e Portogallo. Quali differenze ha notato rispetto all’Italia?

Innanzitutto, per la cucina italiana, più che le tecniche di trattamento degli alimenti è fondamentale la qualità delle materie prime, che garantisce anche la qualità dei piatti. Ho visitato molti dei nostri store e mi sono resa conto dell’ampia varietà di prodotti presenti sul territorio italiano, dai formaggi ai vini, con profonde differenze tra le varie città e regioni, anche quelle molto vicine tra loro. Questa specificità è una ricchezza che possiamo e dobbiamo valorizzare nei nostri punti vendita. Per questo motivo abbiamo quattro buyer dei localismi che sono costantemente alla ricerca di aziende che possano offrire prodotti tipici da inserire nei nostri assortimenti. Tra l’altro, c’è un aspetto molto importante che vorrei sottolineare: uno dei nostri obiettivi è aiutare i produttori a sviluppare i loro prodotti proprio in funzione delle esigenze degli operatori dell’Horeca.

In che modo vi differenziate dagli altri cash and carry in Italia?

Essere un gruppo multinazionale con punti vendita presenti in molti Paesi è un grande vantaggio in termini di esperienza nel trovare le soluzioni migliori alle richieste ed esigenze dei nostri clienti. Solo per fare un esempio, siamo gli unici ad aver studiato la realizzazione di punti di vendita più piccoli nei centri città, proprio per rispondere alle necessità degli operatori della ristorazione.

Quali sono le linee guida della vostra strategia nel 2019?

In primo luogo, vogliamo rafforzare ulteriormente le nostre relazioni con gli operatori del canale Horeca, sia sul fronte del cash and carry sia dal punto di vista del Food Service Distribution. In secondo luogo, vogliamo aiutare il canale Horeca a continuare il processo di digitalizzazione.

Entrando nel dettaglio delle linee guida, qual è l’andamento della distribuzione Foodservice?

La consegna a domicilio (divisione Food Service Distribution-FSD) ha fatto registrare il miglior incremento delle vendite nell’anno fiscale 2017-2018, con un tasso di crescita a doppia cifra, raggiungendo i 264 milioni di euro. Questa crescita è una logica conseguenza della nostra volontà di offrire ai professionisti della ristorazione e, più in generale, dell’ospitalità, la possibilità di scegliere, in modo integrato, tra diverse modalità di approvvigionamento in funzione delle specifiche esigenze. La logica è quella dell’integrazione tra i diversi canali distributivi, utilizzando strumenti tradizionali, ma anche più digitali, in base alle esigenze dei nostri clienti.

Come sta andando il vostro progetto di digitalizzazione per il canale Horeca?

Meno del 50% degli operatori in Italia ha un vero e proprio sito web perché solitamente cercano di utilizzare piattaforme diverse. Ritengo, però, fondamentale che ogni cliente abbia la propria identità specifica sul web. Per questo motivo lo scorso anno abbiamo realizzato, a costo zero, oltre 17mila siti per altrettanti clienti. Un grande risultato.

E poi c’è il progetto “DISH”. Ci può parlare di questa iniziativa?

Si tratta di una piattaforma digitale, “DISH” (Digital Innovations and Solutions for Hospitality) appunto, lanciata lo scorso settembre in Germania e Italia, per connettere i ristoratori e offrire loro ulteriori strumenti per sviluppare attività commerciali più efficienti. In sostanza, i ristoratori accedono al sito web gratuito, che è dotato di una struttura avanzata e di uno strumento di prenotazione online. Allo stesso tempo, possono trovare soluzioni come la gestione delle risorse umane, sistemi di POS digitali e suggerimenti per l’uso dei social media. Inoltre, i membri sono aggiornati in merito agli ultimi sviluppi del settore, alle nuove tendenze alimentari e agli eventi più rilevanti. Infine, su “DISH” possono condividere esperienze con altri ristoratori e con la rete. Come detto, Germania e Italia sono i Paesi “pilota”, ma intendiamo allargare questa esperienza anche ad altre nazioni.

Qual è il ruolo della promozione in store nei vostri punti vendita?

Storicamente Metro ha una tradizione di promozioni quattordicinali rivolte ai clienti dell’Horeca. Poniamo molta attenzione a come sono realizzate e alle modalità con cui ci rivolgiamo ai clienti. Penso, però, che si debba andare al di là della semplice promozione in store e parlare del vero valore aggiunto: creare e consolidare il rapporto con i nostri clienti. Ecco perché abbiamo creato Metro Academy, una struttura multifunzionale dove gli operatori possono confrontarsi e ricevere ispirazione attraverso varie attività: dagli show cooking dei
top chef alle cocktail session di illustri bartender, per finire alle masterclass dei fornitori e alle dimostrazioni realizzate dagli chef di Metro Academy, a cui i ristoratori potranno rivolgersi per chiedere delle prove prodotto prima dell’acquisto.

L’agroalimentare italiano è un grande driver dell’export nazionale: avete progetti di promozione dei prodotti del Bel Paese nei vostri punti vendita all’estero?

Stiamo valutando diverse opportunità, in particolare per quanto riguarda il vino e alcuni prodotti di nicchia, ma non abbiamo ancora sviluppato un piano dettagliato. Sicuramente i prodotti alimentari italiani piacciono e sono sempre più numerosi i clienti della ristorazione estera che vorrebbero acquistare le stesse materie prime che possono trovare in Italia. In ogni caso, abbiamo più di 7000 prodotti locali che sono accessibili anche per chi opera fuori dai confini italiani.

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