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Facebook e le statistiche sul cibo

Il report 2019 di Facebook IQ mostra una netta crescita in USA di trends quali il cibo salutare e la cucina etnica

Facebook e dati: un rapporto complesso e alquanto delicato; l’eco degli scandali che hanno travolto Mark Zuckerberg riecheggia ancora ovunque, e sarà un’onta difficile da lavare per il fondatore social network più famoso del mondo, che può attualmente contare 2,3 miliardi di users, praticamente il 30% della popolazione mondiale.

A livello prettamente statistico, vuol dire che una persona su 3 al mondo usa Facebook. Considerando solo la fascia d’età 13-65 anni, ovviamente il cerchio si stringe, con una persona su due iscritta al social di Menlo Park.

Con una base dati tanto ampia. è chiaro che le statistiche elaborate con i dati raccolti sulla piattaforma possano dirci molto sui nostri gusti e le nostre abitudini in fatto di moda, elettronica, viaggi, intrattenimento e, ovviamente, anche cibo.

Aldilà dei topics #foodpics e #foodporn, nei quali rientrano tanto il piatto stellato da 60 euro quanto le lasagne della nonna, cosa ci dice Facebook a proposito dei trends e gusti alimentari della popolazione mondiale?

Facebook IQ, la piattaforma dedicata al digital marketing e alle statistiche, ha da poco pubblicato il proprio report, scaricabile qui, dal quale emergono dati molto interessanti, che, sebbene riferiti solamente agli USA, sembrano confermare alcuni trends già descritti in un precedente articolo.

CIBO ETNICO, ANCHE A CASA

Il report evidenzia una netta crescita nel consumo di piatti etnici così come della preparazione del cibo a casa soprattutto tra le nuove generazioni.

I più giovani, vuoi per ovvie disponibilità economiche ridotte ma anche per il netto orientamento verso il cibo salutare, sembrano non voler rinunciare al cibo etnico.

Ingredienti come la calabaza, una zucca di origine indiana, il brodo di pollo messicano o la greca tiropita, vengono sempre più frequentemente preparati e consumati dentro le mura domestiche.

PIATTI PIÙ SANI

Si legge sempre più frequentemente di come in campo alimentare il consumatore medio, sia sempre più orientato verso cibi sani, a ridotto tenore di zuccheri e grassi, biologici, etici e sostenibili.

Facebook IQ sottolinea come vi sia un sempre maggior abbandono di cibi e ingredienti ipercalorici e insalubri a favore di sostituti più sani, prendendo come ad esempio il bacon sostituito dal petto di tacchino.

D’altronde provare a rendere più sani alcuni piatti della nostra tradizione pare sia un trend abbastanza in voga anche da noi. Non vorrei però essere nei panni di chi entra in una trattoria bolognese chiedendo le tagliatelle al ragù in versione “healthy”.

FARINE NUOVE E ANTICHE

Il dilagare delle diete low carbs, così come l’assurda guerra al glutine combattuta da chi con la celiachia e le intolleranze non ha niente a che vedere, ha quasi declassato il pane da simbolo della nostra gastronomia a nemico pubblico numero uno.

Non a caso il report di Facebook sottolinea come si ricorra sempre più spesso alla panificazione con farine “alternative”, come la farina di riso e di monococco.

Già da diversi anni in Italia al banco del panettiere si possono trovare pani ottenuti da varie tipologie di farina, così come la farina di grano Senatore Cappelli si sta costruendo una nicchia di mercato sempre più ampia e assolutamente interessante.

di Antonio Iannone

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