Associazioni franchising: persone che collaborano con laptop e documenti.

Il franchising vale l’1,7% del PIL italiano, trainato da Gdo e ristorazione

La ristorazione si conferma uno dei principali motori: è quanto emerso al Summit Assofranchising 2026, dove è stato presentato il Rapporto 2026 realizzato da Patrigest-Gruppo Gabetti e TEHA Group
Associazioni franchising: persone che collaborano con laptop e documenti.

“L’obiettivo è fare di Assofranchising sempre più una piattaforma di settore e costruire insieme una direzione condivisa”, ha dichiarato il Presidente dell’associazione Massimiliano Maffioli aprendo i lavori del Summit Assofranchising 2026, che ha riunito operatori, istituzioni e analisti per leggere le trasformazioni in corso nel sistema delle reti commerciali. Condotto dal Segretario generale Tommaso Valle, l’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, e di Marco Barbieri, Segretario generale di Confcommercio.

I numeri confermano la traiettoria di crescita del comparto: nel 2025 il giro d’affari delle reti organizzate ha raggiunto i 39 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Il sistema si consolida come infrastruttura rilevante del retail italiano, contribuendo per l’1,7% al PIL nazionale. In questo scenario, food service e Gdo restano i principali motori, sostenendo da soli una quota dominante dei ricavi complessivi.

IL COMPARTO RESTA FRAMMENTATO

La fotografia del mercato evidenzia però un settore ancora fortemente frammentato. “La ristorazione si conferma il comparto più polverizzato, con molte catene di piccole e medie dimensioni e un elevato numero di punti vendita”, ha osservato Luca Dondi, Amministratore delegato di Patrigest. Il 25% dei punti vendita registra fatturati inferiori ai 200 mila euro, mentre il 64% delle reti conta meno di 50 punti vendita: un assetto che lascia spazio a processi di consolidamento e crescita dimensionale.

Accanto alla struttura del mercato, il Summit ha messo in evidenza il cambiamento dei consumi. Valentina Quaglietti, Consultant e Project Coordinator di The European House-Ambrosetti, ha individuato quattro macro-trend che stanno ridisegnando il settore: scenario internazionale, potere d’acquisto, nuovi modelli di consumo e intelligenza artificiale.
Proprio l’AI rappresenta uno dei fattori più dirompenti. Circa 16 milioni di italiani utilizzano strumenti di intelligenza artificiale, con una diffusione rapida rispetto ad altre tecnologie, nonostante il ritardo digitale del Paese. Tuttavia, i consumatori mantengono un approccio selettivo: la tecnologia supporta le decisioni d’acquisto, ma non le sostituisce.
Per il 2026, secondo il Rapporto 2026 realizzato da Patrigest-Gruppo Gabetti e TEHA Group, presentato in occasione del Summit, il 93% delle insegne prevede un aumento degli investimenti in digitalizzazione e AI, mentre oltre tre quarti rafforzerà marketing e comunicazione. Nel food service questo si traduce in maggiore uso dei dati, automazione dei processi e una gestione sempre più evoluta della relazione con il cliente.

Nel corso dell’evento è emersa anche la necessità di rafforzare la cultura del modello nel Paese e facilitare l’accesso al credito. In questa direzione si inserisce l’accordo tra Assofranchising e Banco BPM, volto a sostenere lo sviluppo delle reti e dei nuovi imprenditori. In un mercato in consolidamento, la sfida si gioca sempre più su capitale, innovazione e capacità di scala.

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