Colazione lenta con caffè 1895 Lavazza. Moka che versa caffè in tazza.

La colazione lenta secondo 1895 Coffee Designers by Lavazza

Il marchio d’eccellenza di casa Lavazza racconta l’evoluzione di un momento di consumo che mette al centro autenticità e relazione
Colazione lenta con caffè 1895 Lavazza. Moka che versa caffè in tazza.

La slow breakfast si impone come nuovo paradigma del fuori casa, un’abitudine in crescita che 1895 Coffee Designers by Lavazza ha scelto di raccontare attraverso l’esperienza di Horto, eccellenza green nel cuore di Milano. Non un semplice trend, ma un vero e proprio cambiamento culturale: una risposta alla frenesia della modernità e all’emergere di una nuova ritualità che vede nel caffè il suo centro relazionale. Se, infatti, secondo AstraRicerche per Unione Italiana Food (2026), il 55% degli italiani sceglie oggi il caffè al bar come situazione ideale per il primo appuntamento – confermando come attorno a questo prodotto si siano evolute nuove e più rilassate forme di convivialità – è proprio nel momento della colazione che il nuovo ruolo del caffè trova la sua massima espressione. In particolare, sono gli specialty coffee a segnare il passo: un’esperienza di consumo che impone tempi lenti, trasformando il rito in una degustazione consapevole. 

Questa evoluzione trova la sua espressione ideale nell’alta ristorazione e nell’hotellerie. Lo dimostra la tendenza, sempre più diffusa tra i grandi hotel e i ristoranti fine dining, di aprire le proprie sale a un pubblico vasto, trasformando la colazione in un’esperienza premium apprezzata sia a livello nazionale che internazionale. Il caso di Horto conferma la solidità di questa visione: qui la colazione rappresenta l’8,5% del fatturato, attirando durante la settimana una clientela business (circa il 70% dei coperti) che sceglie questo momento per meeting strategici. Nel weekend prevale invece un pubblico trasversale, a conferma di un format sempre più riconosciuto. È la prova di un’evoluzione profonda: la colazione viene riscoperta sia nella sfera privata che in quella corporate come un rito condiviso capace di valorizzare tempo e qualità, consolidandosi come un modello di business strategico per l’intero settore.

Il caffè come totem della contemporaneità

In questa visione, il caffè non è dunque più considerato un semplice booster energetico per affrontare la giornata, ma un vero e proprio “totem”: un elemento sacro e di valore attorno al quale ruota una nuova ritualità contemporanea fatta di luoghi, cibo, emozioni e relazioni. Un concetto che trova ulteriore forza nell’ascesa degli specialty coffee, diventati per molti veri e propri oggetti di culto, come spiega la sociologa dei consumi e della comunicazione Patrizia Martello. Fondamentale, in quest’ottica, è il luogo in cui si consuma questo rito: “gli spazi della slow breakfast devono essere straordinari, ovvero extra-ordinari, capaci di distinguersi dalla consuetudine del bar tradizionale dove il caffè viene consumato in velocità, secondo una logica di massima efficienza – spiega Patrizia Martello, che sottolinea ancora –. Si tratta di luoghi terzi, intermedi, dove si ricercano l’autenticità e il comfort emotivo tipico degli ambienti domestici, pur aprendosi alla socialità. Spazi dove stare senza necessariamente fare, in cui vivere l’esperienza trasformativa tipica del rituale: il tempo dedicato a una colazione lenta capace di cambiare lo status emotivo e l’intera giornata”.

L’ascesa del coffelier nel fine dining

In questo contesto si inserisce una figura professionale destinata a diventare sempre più centrale – almeno nei contesti di alta cucina – ricalcando l’evoluzione già avvenuta per il sommelier: quella del coffelier. Già consolidata nei momenti di consumo più strutturati nei locali più evoluti, questa figura è destinata a trovare spazio crescente anche nella colazione. Se l’attenzione tradizionalmente riservata ai menu del pranzo e della cena si sta infatti estendendo al primo pasto della giornata, coinvolgendo in modo sempre più puntuale anche la proposta di caffetteria, oggi questo presidio è spesso affidato a personale di sala e baristi appositamente formati, con competenze sempre più verticali sul caffè; tuttavia, l’evoluzione del settore lascia intravedere un progressivo inserimento di figure specializzate, in grado di portare anche a colazione lo stesso livello di cura e narrazione già presente nel resto dell’esperienza gastronomica. 

L’esperienza sensoriale da Horto

In questo scenario, i locali che puntano su una colazione lenta e di alto livello devono necessariamente avvalersi di partner in grado di sostenere standard elevati. È il caso di Horto che, grazie alla collaborazione con Lavazza, si configura come un esempio coerente di ristorazione contemporanea attenta alla stagionalità e alla sostenibilità intesa anche come rispetto dei ritmi di vita. Un contesto ideale per interpretare il trend della slow breakfast attraverso una proposta che mette al centro il tempo, la qualità e il piacere della condivisione. L’incontro con il brand e la professoressa Martello negli spazi di Horto è stato anche l’occasione per sperimentare concretamente questa eccellenza. Durante l’evento, la coffelier Stefania Zecchi ha presentato alcune specialità firmate 1895 Coffee Designers by Lavazza: il Cocoa Reloaded, servito in tazza espresso e abbinato a un maritozzo; El Ronero in estrazione cold brew, proposto in calice da vino in accompagnamento a uova barzotte e carciofi; e infine lo stesso El Ronero preparato con la moka, servito in tazza da cappuccino insieme alla pastiera. Un percorso sensoriale che conferma come la colazione possa trasformarsi in un vero e proprio atto gastronomico complesso e memorabile.

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