Secondo i dati diffusi da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori del settore, nel 2025 le vendite hanno registrato un calo dell’1,5% a volume nei canali GDO, cash & carry e grossisti. Il comparto mostra però una certa tenuta sul fronte del valore, che cresce di circa l’1%, sostanzialmente in linea con l’andamento inflattivo.
Questo dato, secondo l’associazione, conferma che le bevande analcoliche non rappresentano una delle principali cause dell’aumento dei prezzi nel carrello della spesa.
Il settore ha risentito di un contesto generale di rallentamento del food & beverage italiano. A dicembre 2025 il mercato alimentare complessivo ha infatti registrato una flessione dello 0,6% a volume rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le difficoltà sono emerse soprattutto nei canali cash & carry e grossisti rispetto alla grande distribuzione. Nel dettaglio, i volumi sono scesi del 4,9% nel cash&carry e dell’1,3% tra i grossisti, mentre la GDO ha limitato il calo all’1%, dimostrando una maggiore capacità di tenuta.
L’analisi delle singole categorie evidenzia un mercato a più velocità. Il segmento più dinamico è quello degli energy drink, che registrano una crescita del +11,3% a volume, confermandosi la categoria più vivace del comparto. Anche le limonate mostrano un andamento positivo con un +1,5%, sostenuto soprattutto dalla domanda nella grande distribuzione e tra i grossisti.
Al contrario, diverse categorie tradizionali evidenziano una flessione. In particolare calano aperitivi e cocktail analcolici (-7,4%), bevande isotoniche (-7,5%), chinotto (-7,2%), pompelmo (-5,6%), aranciate (-4,7%) e tè freddi (-4,3%).
Secondo Assobibe, il comparto ha dimostrato nel 2025 una buona capacità di resistenza nonostante le difficoltà del contesto economico. Tuttavia restano alcune incognite per il futuro, legate in particolare alla possibile introduzione o al rafforzamento di misure fiscali come Sugar tax e Plastic tax, che secondo l’associazione potrebbero determinare un aumento dei prezzi e incidere negativamente sui consumi nei prossimi anni.
Nonostante queste criticità, il settore guarda al futuro con prudente ottimismo, puntando sull’innovazione di prodotto e sulla capacità delle aziende di intercettare l’evoluzione delle preferenze dei consumatori in un mercato sempre più competitivo.
