L’edizione 2026 del Forum ATRI (Associazione Travel Retail Italia), ospitata a Torino nella cornice di Palazzo Madama, segna un passaggio chiave per il settore. Per la prima volta, infatti, vengono presentati i dati ufficiali del comparto attraverso la ricerca realizzata con Nomisma, che ne fotografa dimensioni, impatto economico e prospettive.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente Stefano Gardini, seguito da una tavola rotonda dedicata al tema della “human centricity”, con un focus sull’evoluzione delle nuove generazioni, sia come consumatori sia come forza lavoro.
L’impatto economico del comparto
Il travel retail si conferma un asset strategico per l’economia italiana, con un fatturato che nel 2025 ha raggiunto i 3,176 miliardi di euro, in crescita del +7,2% su base annua. L’impatto complessivo sul sistema Paese arriva a 7,8 miliardi di euro, grazie a un effetto moltiplicatore pari a 2,5.
Sul fronte occupazionale, il settore impiega oltre 44 mila addetti, di cui il 68% nel retail e duty free e il 32% nel food & beverage, con una significativa presenza femminile (63%). Considerando l’indotto, il numero complessivo di occupati attivati supera le 80 mila unità.
La rete distributiva conta 1.951 punti vendita tra aeroporti e stazioni ferroviarie, con una prevalenza del retail (38%), seguito da ristorazione (29%) e servizi (23%). A sostenere il comparto sono flussi di traffico imponenti: oltre un miliardo di passeggeri nel 2025, tra i 230 milioni transitati negli aeroporti e gli 830 milioni nelle stazioni ferroviarie. In questo contesto, la spesa media per passeggero in partenza si attesta a 19,2 euro.
Innovazione, sostenibilità e nuove generazioni
Guardando al futuro, il settore è chiamato a trasformare i luoghi di transito in destinazioni esperienziali, puntando su tecnologia e personalizzazione. Tra le principali direttrici di sviluppo emergono la sostenibilità – ritenuta rilevante dal 90% degli operatori – e la digitalizzazione dei punti vendita, con l’88% delle aziende pronte a investire in innovazione.
Sempre più centrale anche il ricorso all’intelligenza artificiale, considerata strategica da circa il 90% degli operatori, soprattutto per migliorare l’esperienza del passeggero. Parallelamente, cresce l’attenzione verso modelli multicanale e l’inserimento di nuove competenze, in grado di rispondere a un mercato in rapida evoluzione.
Non mancano, tuttavia, le criticità: dalle limitazioni infrastrutturali ai possibili vincoli normativi, fino alle incertezze legate all’andamento dei flussi passeggeri.
La resilienza del settore
Nel suo intervento, Stefano Gardini ha evidenziato come il travel retail operi oggi in uno scenario complesso, influenzato da tensioni internazionali e dinamiche energetiche. Tra i fattori più critici, il ruolo dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale, le cui tensioni stanno incidendo sui costi energetici e sulle prospettive del trasporto aereo.
Le stime per il 2026 indicano un rallentamento della crescita del traffico aereo in Europa, con un incremento previsto del +2,7% rispetto a previsioni iniziali più ottimistiche. Nonostante questo, il settore ha già dimostrato in passato una forte capacità di adattamento.
“Il travel retail non si limita a resistere, ma continua a evolvere e anticipare il cambiamento – ha sottolineato Gardini –. I nostri punti vendita rappresentano molto più che spazi commerciali: sono una vetrina delle eccellenze italiane e un motore di valore, occupazione e innovazione per l’intero sistema Paese”.
