Il 20 marzo 1986, in una Roma senza connessioni e smartphone, apriva in Piazza di Spagna il primo McDonald’s d’Italia. In fila, quel giorno, c’erano più di 4.000 persone: non solo per un nuovo panino, ma per ‘assaggiare’ un pezzo di quell’immaginario americano che stava facendo sognare l’Italia degli anni Ottanta.
Da allora McDonald’s non ha smesso di crescere: oggi in Italia ci sono oltre 800 ristoranti, più di 40.000 persone che ci lavorano e un importante impatto economico sul territorio. E il viaggio continua: nel 2026 sono previste oltre 60 nuove aperture con l’obiettivo di superare quota 1.000 ristoranti entro il 2029.
Un anniversario lungo dodici mesi
Per celebrare questa ricorrenza McDonald’s debutterà alla Milano Design Week (20-26 aprile) con la mostra-evento aperta al pubblico “POOL. Ti sblocco un ricordo”: un’esperienza immersiva a cura di Nicolas Ballario, che unisce gioco, tecnologia, design e arte per raccontare la storia del brand tra immaginario collettivo e cultura visiva contemporanea.
Nel corso dell’anno arriverà anche ‘Generazioni McDonald’s’ un libro edito da Rizzoli che ripercorrerà quarant’anni di McDonald’s e d’Italia attraverso voci, immagini e storie.
“In quarant’anni è cambiato il modo di vivere le città, di stare a tavola e trascorrere il tempo libero – racconta Giorgia Favaro, Amministratrice Delegata McDonald’s Italia. In questo percorso McDonald’s ha accompagnato il cambiamento, cercando di interpretare e spesso anticipare i nuovi stili di vita, senza perdere di vista ciò che conta davvero: essere un luogo accogliente, accessibile e vicino alle persone. È questo approccio, fondato sull’ascolto e sulla capacità di adattarsi, che ha guidato la nostra crescita e continuerà a orientare le nostre scelte anche in futuro”.

Dagli anni ’80 a oggi, la stessa voglia di stupire
McDonald’s ha attraversato questi quattro decenni anche con la forza della sua creatività: dalle ricettazioni speciali di Gualtiero Marchesi e Joe Bastianich, fino alla musica, tra festival e progetti con artisti come Achille Lauro. Collaborazioni che hanno messo in dialogo mondi e linguaggi nuovi. Un intreccio di immagini, campagne e immaginari condivisi che racconta, a suo modo, anche un pezzo di come è cambiata la cultura pop in Italia.
Quattro decenni d’Italia sotto gli ‘archi dorati’
Anni ’80, il sogno americano incontra l’Italia – Gli anni ’80 sono quelli dell’ottimismo e dei consumi in crescita. La televisione domina la scena e dalle serie TV alla musica pop arriva sempre più cultura americana. Nascono i paninari, simbolo di una generazione che sogna un immaginario globale. In questo clima apriva a Roma, in Piazza di Spagna, il primo McDonald’s d’Italia. Nel 1986 arriva anche l’Happy Meal, nato anni prima in Guatemala come ‘Menú Ronald’ un piccolo pasto completo pensato per i bambini e utile a semplificare la gestione dei pasti per le famiglie.
Anni ’90, Burghy diventa McDonald’s e arriva il McDrive – È il decennio dei Mondiali di Italia ’90 e della prima PlayStation. Si vive ancora tra TV generalista, Smemoranda e cinema di massa: da Nuovo Cinema Paradiso a Il Ciclone. Internet è agli esordi, chi si connette lo fa quasi solo dall’università. Il momento chiave è il 1996, con l’acquisizione di Burghy dal Gruppo Cremonini e l’inizio della collaborazione con Inalca. Nel 1994 apre il primo McDrive introducendo anche nel Paese il modello del ristorante ‘drive-through’ che negli anni diventerà uno dei formati più riconoscibili del brand.
Anni 2000, cellulari, internet e nuove abitudini – Tra fine anni ’90 e metà 2000 l’Italia cambia senza rumore: si continua a uscire, vedersi, andare al cinema, ma compaiono cellulari per tutti, PC in casa e prime connessioni Internet. In questo scenario McDonald’s prosegue l’italianizzazione del menu e arrivano nuovi servizi. Nel 2005 nasce McCafé, il “bar all’italiana” dentro McDonald’s. Sul fronte sicurezza, McDonald’s introduce nel 1998 il sistema HACCP. Nel 2004 viene lanciata l’offerta ‘Salvaeuro’, pensata per non rinunciare a un momento fuori casa nemmeno nei periodi più complicati.
Nel 1999 la Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald arriva in Italia, portando progetti e spazi di accoglienza gratuiti alle famiglie con bambini malati vicino agli ospedali pediatrici.
Nel 2000 il Crispy McBacon, entra nel menu McDonald’s, un’esclusiva dei ristoranti italiani ancora oggi.
Anni 2010, McDonald’s ha un cuore sempre più italiano – Gli anni della crisi economica e della rivoluzione digitale: cambiano i modi di lavorare, di informarsi, di uscire. In questo contesto di forte incertezza economica McDonald’s rafforza il legame con la filiera italiana: dal 2008 entra in menu il Parmigiano Reggiano DOP.
Dal 2010 vengono gradualmente introdotti in Italia i chioschi digitali. Nel 2015 McDonald’s è partner ufficiale di Expo Milano.
Anni 2020, digitale, delivery e sostenibilità – L’ultimo decennio è quello delle ondate: crisi demografica, pandemia, ripartenza, inflazione. I consumi vanno a strappi, la ristorazione si reinventa tra delivery e nuovi rituali. In questi anni McDonald’s consolida il proprio ruolo di ristorazione ‘conveniente e di valore’. Sul fronte ambientale, la parola chiave è responsabilità: riduzione della plastica monouso con un packaging quasi tutto in carta riciclabile e certificata e più raccolta differenziata in sala.
