Kebhouze, a Ibiza la prima apertura estera

La catena di kebab made in Italy arriva in Spagna, a sei mesi dal lancio del format. Oliver Zon (founder e project manager) punta su 25 store a fine anno
Kebhouze, a Ibiza la prima apertura estera

Venerdì 17 giugno sarà inaugurato lo store numero 10 di Kebhouze, la catena di kebab made in Italy fondata da Oliver Zon e di proprietà di Gianluca Vacchi. Si tratta di un’apertura importante perché, a sei mesi dal debutto del brand sulla piazza milanese, ora Kebhouze – come anticipato da Foodserviceweb – arriva a Ibiza, in Avinguda d’Espanya, per quella che rappresenta la prima inaugurazione all’estero.

ARRIVANO FIORDALISO E ORIOCENTER

Subito dopo, per Kebhouze sarà la volta di altri due opening, che avverranno quasi in contemporanea e in due centri commerciali lombardi. Il 24 giugno ci sarà l’apertura presso Fiordaliso (Rozzano, Milano) e il 25 a OrioCenter (Orio al Serio, Bergamo).

A fine anno arriveremo a quota 25, come promesso” ha raccontato a Foodserviceweb Oliver Zon. Le attenzioni sono naturalmente puntate su Ibiza, che rappresenterà il punto di partenza per un’ulteriore espansione in Spagna. “Si tratta di un locale di circa 200 metri quadrati, dove impiegheremo una decina di addetti, in linea con il numero del personale delle successive due aperture” ha quindi precisato Zon.

CONSUMI IN CRESCITA

La giornata scelta per l’inaugurazione alle Baleari, venerdì 17, è di quelle da fare gli scongiuri, ma il founder ci scherza sopra: “Sono superstizioso, ma i risultati di quest’avventura vanno oltre le superstizioni. I risultati ci stanno premiando. Kebhouze ha ottenuto una crescita perfino ‘esagerata’ nei primi due mesi dell’anno, poi con la guerra abbiamo osservato una flessione delle vendite e da maggio, infine, i risultati sono in costante incremento settimanale”.

I consumi intanto si stanno spostando verso l’orario serale. “Se d’inverno la ripartizione è abbastanza equa tra pranzo e cena, attualmente osserviamo un 30% delle vendite nella prima fascia e un 70% nella seconda”. Quanto al target della clientela, Zon precisa che: “Dipende dalle posizioni. La nostra comunicazione viene veicolata soprattutto verso i più giovani, che sono la nostra forza, ma in location come quelle di via Sarpi e corso Buenos Aires a Milano si nota una buona presenza di clienti sui 40-50 anni”.

LA SFIDA PLANT BASED

Oltre al kebab di pollo 100% italiano e a una versione premium e inedita nel mondo del kebab, quello con carne di black angus, uno dei piatti più promettenti di Kebhouze è il kebab vegetariano, frutto di una partnership con Planted, azienda svizzera che opera nel mondo 100% vegetale con i derivati dalla lavorazione delle proteine di piselli. Un prodotto che intercetta una tendenza di mercato piuttosto rilevante tra i consumatori più giovani.

Secondo una ricerca condotta da Bva Doxa, i prodotti plant-based sono acquistati abitualmente dal 21% degli italiani e dal 33% in maniera occasionale, con gli under 35 come protagonisti del cambiamento dalla carne alle sue alternative vegetali (burger, polpette, cotolette, nuggets tutti plant-based). La sfida, per Kebhouze, è conquistare con questi prodotti non solo i consumatori vegetariani e vegani, ma anche i carnivori. “Molti dei clienti che ordinano il Planted kebab vegetale ci dicono che mangiano carne senza problemi, ma che lo scelgono per puri motivi di gusto” racconta Zon. Questa scelta è legata alle attenzioni del brand verso la sostenibilità, che è anche alla base della decisione di utilizzare carni italiane per valorizzare le produzioni locali, così come la collaborazione sulla produzione di due diverse birre artigianali che saranno presenti in store a marchio Kebhouze.

15 MILIONI IN 25 STORE

Tornando all’espansione in atto, la strategia di Kebhouze passa attraverso le aperture dirette. “Il franchising arriverà più avanti: ci stiamo lavorando e dovremmo iniziare il prossimo anno” ha anticipato Zon. A fine anno, i ricavi attesi per la catena sono compresi tra 7 e 8 milioni di euro, ma il business plan dei 25 store spalmato sull’intero anno lavorativo prevede 15 milioni di ricavi.

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