La “strada” digitale del grossista

I processi di innovazione tecnologica hanno avuto un’accelerazione a seguito dell’emergenza pandemica. Allo stesso tempo è emersa la necessità di sviluppare le competenze
La “strada” digitale del grossista

Il settore dei grossisti food&beverage è stato tra quelli più colpiti dalla pandemia e, possiamo ben dirlo, nulla sarà come prima nella filiera del fuori casa, perché l’emergenza ha obbligato gli imprenditori ad attuare processi di trasformazione dell’attività che solo una minoranza aveva già avviato. Parliamo di innovazione tecnologica, in primis la digitalizzazione, con sviluppo anche dell’e-commerce, ma anche di flessibilità e managerialità del grossista, quest’ultima legata certamente alla formazione

DIGITAL, UN ASSET FONDAMENTALE

Alcuni operatori illuminati avevano già iniziato a trasformare la propria attività in senso più moderno, ma la maggior parte dei grossisti è intervenuta nei processi gestionali degli ordini e del magazzino solo a causa dell’emergenza. Polo, azienda specializzata nel Foodservice, aveva da tempo intuito l’importanza del digitale: “Abbiamo un sito internet da circa otto anni che gestisce in autonomia gli ordini online“, spiega Galdino Peruzzo, presidente dell’azienda e di Gel Group, cooperativa nata nel 1999, che riunisce cinque soci e sei affiliati. “Quello che facciamo quotidianamente è migliorare l’esperienza del cliente sul web inserendo numerose modifiche e accorgimenti utili, oltre che a moltissime attività di promozioni online (black Friday, calendario dell’avvento, mistery box, e molto altro). Nel nostro e-commerce è possibile visualizzare in tempo reale le giacenze a magazzino, acquistare sia a pezzo che a collo, godere di promo su prodotti particolari, visualizzare tutte le foto e schede tecniche, avere sottomano i prezzi di tutti i prodotti e tutte le spese correlate. Un servizio di questi tempi necessario, che noi abbiamo sempre utilizzato e che durante i lunghi mesi del lockdown abbiamo cercato di migliorare per dare ai clienti il massimo del servizio“. 

Ferro Distribuzione, società specializzata nel beverage che opera nel Triveneto, ha sviluppato l’automazione dei processi legati agli ordini e alle vendite: “Innanzitutto, gli ordini dei nostri clienti arrivano anche fino a tarda notte e questo è un nuovo modo per rispondere alle loro esigenze“, afferma Davide Simeoni, direttore commerciale di Ferro Distribuzione. “Abbiamo dotato la nostra rete vendita di un software dedicato agli ordini, che funge da CRM Salesforce, quindi con tutte le schede dei clienti, che ci permette una clusterizzazione degli stessi. Inoltre, abbiamo lanciato l’applicazione “Frog”, che permette alla nostra clientela di ordinare al magazzino e, se ha necessità, di fare il riordino della merce“. 

IL FOODSERVICE IN MAGAZZINO

Per Nigro Catering, azienda siciliana specializzata nel Foodservice, il digitale è entrato… in magazzino: “Abbiamo una gestione completamente automatizzata della merce stoccata in magazzino“, conferma Carmelo Nigro, titolare della società e presidente di Cateringross, cooperativa che riunisce 40 aziende, “che viene costantemente monitorata. Oggi, a seguito della pandemia, tendiamo a stoccare meno merce e fare rotazioni più rapide, mantenendo comunque costante la qualità del servizio offerto ai clienti, in base alle loro esigenze e richieste“.

La digitalizzazione, quindi, “entra” in vari ambiti dell’attività dei grossisti food&beverage: ordini e vendite, dunque e-commerce, profilazione del cliente, con la possibilità di realizzare servizi “tailor made” e logistica. È da qui che “passa” il processo di modernizzazione. Ma ci sono anche altri driver, ovviamente, che stanno diventando strategici, come l’ampliamento del business attraverso nuovi canali di vendita, vedi il normal trade o i privati, sebbene questo sia un trend probabilmente legato alla situazione di emergenza dovuta al lockdown. In questo caso, il grossista deve “pensare” a formati differenti, come sottolinea Peruzzo: “Durante il lockdown abbiamo selezionato una vasta gamma di prodotti che, per peso e confezione, sono ottimali per i privati non abituati alle pezzature del settore Horeca“.

È e sarà, invece, fondamentale l’aspetto della flessibilità e dello sviluppo delle competenze e, più in generale, della managerialità.

IN CERCA DI COMPETENZE

Aziende più snelle, rapide nell’agire e flessibili, pronte ad “aggredire” il mercato con strumenti adeguati. Queste le caratteristiche delle imprese di distribuzione del futuro. “La flessibilità è e sarà una peculiarità fondamentale“, sottolinea Simeoni. “A questa bisogna aggiungere certamente l’efficienza dei processi gestionali, che si raggiunge, appunto, con la digitalizzazione“.

Davide Simeoni

Il tema di fondo, però, è la necessità di competenze e managerialità, in un settore, come quello dei grossisti F&B, dove spesso sono carenti. E competenze e managerialità sono legate a doppio filo con la formazione. «Per Ferro Distribuzione è un driver fondamentale“, afferma Simeoni. “All’interno della nostra sede di Castelfranco Veneto abbiamo uno showroom di oltre mille metri quadrati dove hanno luogo consulenze mirate, corsi introduttivi e di approfondimento su tutte le tematiche inerenti vino, birra, distillati e food, incontri con i produttori, degustazioni nella taste room. Inoltre, sviluppiamo un ricco programma di iniziative e incontri legati al food & beverage organizzati quotidianamente con i produttori di vino, birra e spirits“.

Per Vittorio Lombardini, direttore del Consorzio San Geminiano, “la formazione sarà un aspetto sempre più rilevante, proprio nell’ottica di sviluppare le competenze dei manager della distribuzione beverage“.

Conferma il concetto anche Paolo Marelli, Direttore del Consorzio ADBgroup: “La ricerca di strumenti sempre più efficaci per elevare le competenze ci ha portato a definire progetti innovativi nell’ambito di formazione e gestione, soprattutto pensando alle estese possibilità dell’area digital“.

Digital e formazione, quindi, come binomio per rispondere in modo adeguato alle nuove sfide del mercato.

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