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Panino Giusto festeggia i 40 anni con… lo “Sbagliato”

Antonio Civita, CEO della storica catena nata a Milano nel 1979, annuncia il progetto legato alla sostenibilità, la partnership con Yamamay e il lancio del primo "Panino Sbagliato", ideato con la consulenza dello chef stellato Claudio Sadler

Panino Giusto festeggia i suoi primi quarant’anni con l’annuncio della nuova vision e mission, tra cui un progetto molto importante legato alla sostenibilità. «La nostra crescita ci ha imposto una riflessione sull’impatto che produciamo, per cui abbiamo ragionato sull’effetto positivo che le nostre scelte possono avere non solo sul benessere della nostra impresa – spiega Antonio Civita, CEO di Panino Giusto –. Da oggi il nostro obiettivo sarà quello di integrare la nostra sostenibilità con quella del sistema nel quale operiamo, orientando le scelte al miglior grado di bene comune raggiungibile. Un orientamento che esprimiamo nella nostra nuova vision: “Aggiungere valore al mondo attraverso un panino” e che esplicitiamo attraverso la nuova mission, ovvero “Proporre il panino italiano come un modo bello, buono e giusto di nutrirsi rispettando ambiente, persone e animali”».

Vision e mission che si sviluppano attraverso tre valori principali, come sottolinea Civita: «Il Panino Italiano, che anche tramite la Fondazione Accademia del Panino Italiano valorizziamo non solo per noi ma a vantaggio dell’intero sistema alimentare italiano interessato; le Persone, a partire dalla formazione e dalla crescita professionale e culturale dei nostri collaboratori; l’Ambiente e gli Animali che, se non iniziamo sistematicamente a rispettare, lasceremo sulle spalle dei nostri figli e nipoti conseguenze terribili. Per concretizzare questa nostra volontà abbiamo abbracciato il sistema B-CORP, un progetto internazionale che certifica il grado di sostenibilità complessivo e in dettaglio delle imprese».

«Per Panino Giusto – prosegue Civita – il 2019 sarà anche un anno di consolidamento del vantaggio competitivo raggiunto e del lancio di un nuovo format più snello, pensato per grandi aree di passaggio, come aeroporti e stazioni».

Antonio Civita ed Elena Riva

Ed è in quest’ottica che è nata la partnership con il Gruppo Yamamay, che vedrà, dal prossimo mese di marzo, i due brand per la prima volta associati nello stesso building di Piazza Cordusio, con l’obiettivo di fare sistema per conquistare una vetrina strategica e mediaticamente importante sulla piazza italiana oggi più rappresentativa per il retail.

Ma c’è anche un’altra motivazione dell’accordo, come spiega Elena Riva, Presidente di Panino Giusto e portavoce della joint venture insieme a Barbara Cimmino di Yamamay: «Entrambe siamo personalmente impegnate in azienda nell’area Corporate Social Responsibility, con particolare attenzione al tema dell’empowerment femminile, già rappresentato dalle nostre aziende che vedono impegnate l’80% di store manager donna nel nostro caso e il 70% di dipendenti donna nel caso di Yamamay. A partire da questo dato la nostra joint venture vuole avere non solo un valore auto referenziale, ma diventare un luogo che si fa portavoce di progetti sulle pari opportunità, raccontando esempi virtuosi di donne, giovani, che si impegnano per realizzare i propri sogni. Creeremo un calendario di iniziative pubbliche incentrate sul racconto di esperienze, per voce diretta di queste eccezionali testimonial».

Infine, ultima grande novità: per festeggiare i 40 anni, ecco il lancio dello speciale “Panino Sbagliato”, ideato con la consulenza di Claudio Sadler, un modo per “onorare” simbolicamente l’errore, perché, come afferma Civita, «anche e forse soprattutto negli errori c’è il migliore spazio per la riflessione, per le nuove idee, per la crescita».

Un panino veramente speciale a partire dal pane, di “nuova generazione”, molto idratato e profumato grazie alla miscela tra una farina biologica italiana e una farina di riso venere, e che vede come ingrediente base la bresaola, fatta marinare nel Campari aromatizzato da peperoncino e alloro, a cui è stato abbinato il formaggio Salva Cremasco, con l’aggiunta di un formaggio fresco spalmato sulle due parti di pane, una tapenade battuta a mano di olive verdi e cetriolini e una zest d’arancia, che rendono il giusto equilibrio tra sapido e dolce, burroso e croccante.

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