Riccardo Agugiaro, AD di Agugiaro & Figna Molini, davanti allo stabilimento hi-tech per l'arte molitoria sostenibile.

Agugiaro & Figna: l’evoluzione hi-tech dell’arte molitoria tra sostenibilità e nuove miscele

Con un fatturato verso i 152 milioni di euro nel 2026 e 125 milioni di investimenti, l'azienda accelera sui semilavorati ad alto valore aggiunto e consolida i brand iconici Le 5 Stagioni e Le Sinfonie
Riccardo Agugiaro, AD di Agugiaro & Figna Molini, davanti allo stabilimento hi-tech per l'arte molitoria sostenibile.

La trasformazione di una commodity in un ingrediente ad altissimo valore tecnologico e d’immagine è un processo che richiede tempo, visione e una costante tensione all’innovazione. Nel panorama molitorio internazionale, Agugiaro & Figna Molini rappresenta l’emblema di questa evoluzione. Nata nel 2003 dall’aggregazione strategica di due storiche famiglie di mugnai (gli Agugiaro, le cui radici produttive a Curtarolo risalgono addirittura al 1400, e i Figna, punto di riferimento industriale dal 1874 nel parmense), la società ha saputo fondere l’accuratezza dei rigorosi standard industriali con una profonda sensibilità verso il mercato dei professionisti dell’arte bianca.

Oggi l’azienda si posiziona come un polo molitorio di riferimento globale per la macinazione del grano tenero, operando attraverso tre stabilimenti complementari a Curtarolo (Padova), Collecchio (Parma) e Magione (Perugia). Una crescita che trova riscontro immediato nelle performance finanziarie e industriali del gruppo.

“Quest’anno chiuderemo con un fatturato di 152 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno scorso, e un Ebitda in aumento – dichiara l’Amministratore delegato Riccardo Agugiaro, che rappresenta l’ottava generazione della famiglia nell’attività molitoria –. Dal 2003 ad oggi abbiamo investito quasi 125 milioni di euro per la crescita dell’azienda, tutta per linee interne, aumentando la capacità produttiva, la capacità di stoccaggio e tutti i servizi accessori”.

TECNOLOGIA D’AVANGUARDIA E SOURCING DEL “GRANO PERFETTO”

La progressione del fatturato, più che triplicato dall’anno della fusione, è sostenuta da una dotazione tecnologica unica. Gli stabilimenti operano in regime di automazione integrale gestita da remoto: Agugiaro & Figna è stata pioniera in Italia nell’introdurre la conduzione notturna automatizzata a luci spente e nell’implementare selezionatrici ottiche a raggi infrarossi capaci di scansionare ogni singolo chicco. Questo sistema, mutuato dagli standard ultra-rigorosi del baby food, garantisce una sicurezza alimentare assoluta e ha permesso di ridurre del 40% l’impiego d’acqua nei processi di pulitura.

A livello di sourcing, il grano incide per circa l’80% sul costo e sulla qualità del prodotto finito. La filosofia aziendale rifiuta l’utilizzo di glutine o enzimi aggiunti per fortificare artificialmente le farine, puntando esclusivamente sulla selezione all’origine e sulla sapiente miscelazione delle partite. Pur privilegiando il grano italiano, il gruppo integra la materia prima con i migliori grani di forza provenienti da aree pedoclimatiche strategiche come il Canada e il Nord America, fondamentali per garantire la stabilità reologica richiesta dalle lunghe lievitazioni industriali e artigianali. La macinazione monocultivar effettuata a Curtarolo consente di lavorare inizialmente le singole varietà per valorizzarne le proprietà native, componendo i blend definitivi solo in un secondo momento per assicurare costanza assoluta alle forniture durante tutto l’anno.

LA STRATEGIA DI MARCA: DALLA PIZZERIA ALL’ALTA PASTICCERIA

L’intuizione forse più dirompente della storia del gruppo è stata la brandizzazione della farina, avviata negli anni Ottanta per superare la logica anonima del sacco di mulino. Il marchio di punta è Le 5 Stagioni, lanciato nel 1985 e diventato la prima linea di farine speciali per la pizza creata in Italia. Oggi il brand conta oltre 40 referenze ed è presente in 96 Paesi, supportato dall’attività formativa della Scuola Italiana Pizzaioli che conta 44 sedi didattiche nel mondo.

Nel comparto dolce opera invece il brand Le Sinfonie, linea di otto farine dedicate all’alta pasticceria che si avvale della collaborazione di interpreti internazionali del settore, come il pluripremiato chef Antonio Bachour e il maestro dei grandi lievitati Andrea Tortora. “In questo momento l’alta pasticceria sta vivendo un grande momento in Italia, soprattutto grazie al panettone che sta esplodendo nel mondo – spiega Riccardo Agugiaro –. Il panettone sta facendo da traino a tutte le farine italiane per la pasticceria all’estero, ma anche a una serie di altri prodotti necessari per produrlo. È un grande momento per il made in Italy”.

L’approccio commerciale si adatta con flessibilità alle diverse scale del mercato B2B. Se per il piccolo artigiano l’azienda propone referenze stabili, performanti e di facile utilizzo, per le grandi catene di pizzeria e pasticceria il modello si sposta sul servizio su misura e sull’assistenza tecnica continuativa direttamente sul campo.

NUOVE CATEGORIE PER DIVERSI STILI DI CONSUMO

Il futuro strategico del gruppo si muove verso la diversificazione e l’intercettazione dei nuovi stili di consumo. A Parma l’azienda ha appena completato un importante piano di espansione strutturale. “Nello stabilimento di Parma abbiamo appena finito un impianto da 20 milioni di euro che produrrà semilavorati e miscele speciali – annuncia l’Amministratore delegato –. Al di là delle farine per l’industria, che sono tutte tailor-made per i nostri clienti finali, tutta questa linea di semilavorati e miscele prende il nome di Faridea”.

Questo terzo ramo di business segna il passaggio definitivo di Agugiaro & Figna da mulino tradizionale ad azienda alimentare d’avanguardia, capace di rispondere alle richieste della grande industria e dell’Horeca su segmenti ad alto potenziale. I trend di mercato evidenziano infatti una crescita marcata dei prodotti per il surgelato e, in parallelo, un’attenzione trasversale verso il salutistico che sta ridefinendo i ricettari della panificazione, della pasticceria e della pizza.

Questo sviluppo industriale si inserisce in una precisa cornice di responsabilità sociale. Nel 2024 la società ha modificato il proprio statuto trasformandosi ufficialmente in Società Benefit, integrando nel DNA aziendale obiettivi di valore pubblico legati all’ambiente, alle persone e alle comunità locali, e avviando il percorso verso la certificazione B Corp. Una scelta strategica volta a garantire che l’espansione economica continui a generare un impatto positivo, duraturo e tracciabile per il territorio e per le future generazioni di professionisti dell’arte bianca.

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