
C’è fermento nel settore dell’olio extravergine d’oliva, sul quale si concentrano investimenti e ricerche tese a garantire non solo il massimo della qualità, ma anche la necessaria protezione dagli effetti del climate change. Cominciamo dagli investimenti.
Il Recovery Plan prevede stanziamenti per cento milioni di euro a favore dei frantoi italiani – in particolare, le aziende agricole e le imprese agroindustriali titolari di frantoi oleari iscritte al Sian – al fine di sostituire o ammodernare gli impianti obsoleti con impianti di molitura a estrazione a due o tre fasi di ultima generazione. Il provvedimento è incluso nel decreto direttoriale Mipaaf, nel rispetto del crono-programma del Piano nazionale di ripresa e resilienza che include le direttive per la definizione dei bandi regionali. L’obiettivo di fondo è quello di migliorare la qualità del prodotto e la sostenibilità del processo produttivo, attraverso l’adozione di macchinari e tecnologie all’avanguardia.
Med-Gold per il climate change
Al settore dell’olio EVO vengono riservati non solo stanziamenti, ma anche studi innovativi. È il caso di Med-Gold, il progetto di ricerca Ue su clima e agricoltura che ha coinvolto 16 partner in sei Paesi, tra cui in Italia l’Enea per il coordinamento globale e Barilla.
Si tratta di un database che aiuta a prevedere l’effetto dei cambiamenti climatici sull’olivo, la vite e il grano duro, consentendo in questo modo di adottare le giuste misure in chiave di salvaguardia di colture particolarmente sensibili soprattutto in caso di siccità e ondate di calore. Eventi estremi ma sempre più ricorrenti. In sostanza, grazie a un “cruscotto interattivi” facilmente accessibile, un olivicoltore è in grado di conoscere quali sono i trattamenti necessari, per esempio, contro i parassiti dell’olivo, quando avviare l’irrigazione e quanto olio potrà essere prodotto.
Un premio all’eccellenza
Infine, a conferma della crescente importanza dell’olio EVO di alta qualità, destinato prevalentemente alla ristorazione e al canale specializzato, ha avuto notevole risonanza la trentesima edizione dell’Ercole Olivario. Un concorso organizzato da Unioncamere in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, i ministeri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dello Sviluppo Economico, e il sostegno delle associazioni dei produttori olivicoli, degli enti e delle istituzioni del settore. Obiettivo? Premiare le eccellenze olivicole italiane.
Ecco i vincitori 2022. Categoria Dop/Igp Fruttato intenso: Cagnara Dop, Dop Terra di Bari-Bitonto, Ciccolella Soc. Agr., Molfetta (Ba); Categoria Dop/Igp Fruttato medio: De Carlo Dop Terra di Bari-Bitonto, Azienda Agricola De Carlo, Bitritto (Ba); Categoria Extravergine Fruttato leggero: Lelais dell’azienda Moretti Laura, Ittiri (Ss); Categoria Extravergine Fruttato medio: Iliò della Olivicoltori Oliena Sca, Oliena (Nu); Categoria Extravergine Fruttato Intenso: BIO dell’azienda Intini srl di Alberobello (Ba).Due le menzioni speciali: Olio EVO Biologico – Olivastro, Azienda Agricola Biologica Americo Quattrociocchi, Alatri (Fr) e Olio Monocultivar – Olio EVO Mimì Denocciolato Monocultivar Coratina, Azienda Agricola Donato Conserva, Modugno (Ba).