Se negli Stati Uniti vedere un piccolo droide che attraversa la strada per consegnare la cena è ormai la normalità, l’Europa sta velocemente accorciando le distanze. La logistica dell’ultimo miglio si prepara a una rivoluzione silenziosa ed elettrica, dove i droni non sono più gli unici protagonisti: i veri alleati della grande distribuzione stanno diventando i robot stradali autonomi.
Il test belga: la spesa viaggia in 5G
Quella che fino a ieri sembrava fantascienza è oggi una realtà in Belgio. Nella città di Leuven, il Gruppo Colruyt ha avviato una sperimentazione estiva con il suo servizio Collect&Go. Piccoli veicoli elettrici, completamente privi di conducente e costantemente connessi in 5G a una centrale remota, si muovono nel tessuto urbano per recapitare la spesa.
Questi fattorini hi-tech sono in grado di gestire le ordinazioni di due clienti contemporaneamente, mantenendo il carico al sicuro grazie a un codice di sblocco personalizzato. Una volta completato il giro, il robot ritorna autonomamente alla base di Kessel-Lo per ricaricarsi. Un servizio integrativo che, a parità di costo rispetto ai flussi tradizionali (circa 7 euro a consegna, azzerabili con le promozioni), offre alle aziende un ritorno d’immagine impareggiabile come pionieri dell’innovazione.
Cosa ne pensano gli italiani? Tra desideri e scetticismo
Ma come verrebbe accolta questa tecnologia nel nostro Paese? Secondo un recente sondaggio, l’opinione pubblica si mostra divisa ma profondamente incuriosita, con oltre il 40% dei cittadini favorevole all’arrivo dei robot stradali, a fronte di un 29% che manifesta una netta diffidenza.
Interessante notare come, nell’immaginario collettivo, il droide-fattorino non dovrebbe limitarsi a trasportare frutta e verdura. I cittadini nostrani vedono infatti questa tecnologia come un supporto trasversale per ogni genere d’acquisto: in cima alle preferenze spiccano i farmaci con il 33% dei consensi, seguiti a ruota dalla spesa a lunga conservazione al 31%, dal food delivery al 26% e, infine, dai prodotti per animali al 22%.
Tuttavia, l’apertura verso il progresso si scontra con una serie di dubbi concreti sul piano pratico e sociale. La preoccupazione principale, espressa dal 45% degli intervistati, riguarda la sicurezza e il rischio di sciacallaggio, ovvero il timore che i robot possano diventare facile bersaglio di furti o atti vandalici lungo le strade. C’è poi un forte nodo occupazionale: il 43% teme per il futuro dei lavoratori della gig economy, ipotizzando una drastica perdita di posti di lavoro tra i rider tradizionali. Infine, il 28% solleva questioni di vivibilità urbana, guardando con sospetto al possibile affollamento e a una sorta di “traffico selvaggio” causato dai droidi su marciapiedi e piste ciclabili.
Una strada ormai tracciata
Le sfide da vincere, tra regolamentazioni urbane e tutele sociali, sono ancora complesse. Tuttavia, per il mondo del marketing, delle startup e degli investitori si apre un mercato dal potenziale enorme. Che si tratti di scetticismo o di entusiasmo, la transizione verso una consegna sempre più automatizzata è un processo già avviato, pronto a bussare anche alle nostre porte.

