Clienti Signorvino degustano vino al calice. Ambiente accogliente, focus sul consumo di vino e socializzazione.

Il 2025 di Signorvino: 2,2 milioni di coperti e aumento del consumo al calice

La catena chiude l’anno a 90 milioni di euro, investimenti in AI generativa e rilancio del concept 'Il gusto di sentirsi bene'
Clienti Signorvino degustano vino al calice. Ambiente accogliente, focus sul consumo di vino e socializzazione.

In un mercato complesso, dove i dati NIQ evidenziano come il 60% degli italiani sia sotto pressione per il costo della vita, Signorvino – la catena di enoteche con cucina fondata nel 2012 da Sandro Veronesi – punta su un modello che unisce retail specializzato, ristorazione di qualità e innovazione digitale.

La ristorazione ha sfiorato 63 milioni di euro (+6% rispetto al 2024), con oltre 2,2 milioni di coperti (+4%). È un dato che parla chiaro: il desiderio di uscire e condividere un pasto di qualità resta una priorità. In questo contesto, Signorvino ha saputo interpretare la tendenza del ‘meno ma meglio’, registrando uno scontrino medio in crescita a 49,50 euro ed oltre 3,6 milioni di piatti serviti. Tra i più richiesti spiccano i primi (+10%), segno di un’esperienza gastronomica sempre più centrale, e la mescita (+7%), che riflette il desiderio di scoprire nuove etichette senza eccessi. Il fatturato Retail si attesta a 25,5 milioni di euro, mentre l’e-commerce segna l’incremento più dinamico con 1,8 milioni di euro.

Il primato delle bollicine e il fenomeno dei vini bianchi

L’analisi dei consumi riflette un approccio più consapevole e orientato alla varietà. Se da un lato il consumo di bottiglie intere servite al tavolo ha segnato una lieve flessione (-3%), è cresciuta la voglia di sperimentare attraverso la mescita, con 270.000 bottiglie servite al calice.

Le preferenze rivelano una geografia del gusto in trasformazione: i vini rossi mantengono il primato per volumi (41% di incidenza sulle vendite retail) e valore (45%), pur segnando una flessione del 5%, in linea con un mercato che si sposta verso etichette più leggere. Le bollicine si confermano vere protagoniste, rappresentando il 32% del fatturato totale. Lo Champagne guida la classifica per incasso (10,2%), seguito da Franciacorta (8,8%). Per volumi, il Prosecco resta la denominazione più amata (16,9% delle bottiglie totali), seguito dall’Amarone (7,2%).

Il dato più interessante riguarda i vini bianchi, che crescono a valore del 3% con un contestuale aumento del prezzo medio.

Dal Sommelier Digitale al Signorvino Club

La richiesta di varietà dell’offerta è supportata da eventi e nuovi strumenti tecnologici: uno su tutti il recente (attivato a luglio 2025) Sommelier Digitale basato sull’AI, che ha guidato migliaia di utenti nella scoperta di abbinamenti e vini in base ai propri gusti.

Grazie all’intelligenza artificiale, oggi gli utenti ricevono consulenze personalizzate su oltre 2.000 etichette: non si tratta di un semplice chatbot, ma di un vero e proprio Wine Specialist Digitale addestrato sull’intera offerta gastronomica del brand. La sua funzione è fornire consulenza in tempo reale, guidando l’utente attraverso il vasto mondo del vino.

Parallelamente, il Signorvino Club (programma di loyalty) continua a crescere, con una community di 550.000 appassionati che trovano nel programma un ecosistema di vantaggi, sconti e accesso diretto a informazioni ed eventi, potendo così trasformare l’acquisto in un momento di apprendimento.

Proprio sulla volontà di conoscere il mondo del vino, l’azienda ha trasformato i propri locali in centri di divulgazione enogastronomica con un calendario che spazia dalle cene con degustazione, dove i produttori incontrano il pubblico, fino agli eventi lifestyle (showcooking, aperitivi con DJ set, ecc) che puntano a coinvolgere un target ampio, inclusa la Gen Z che tende a prediligere il momento dell’aperitivo.

Signorvino: selezione di vini pregiati. Bottiglie di Chianti Classico e Barolo. Degustazione al calice.

Il mondo del vino sta vivendo un passaggio epocale: non è più una ‘commodity’ quotidiana, ma un bene legato all’esperienza. Per governare questo cambiamento dobbiamo smettere di parlare solo al sistema distributivo e mettere il consumatore finale al centro. È necessaria un’assunzione di responsabilità: dobbiamo superare i linguaggi troppo tecnici per adottare una comunicazione più chiara e semplice, basata sulle reali abitudini delle persone. Conoscere chi beve è l’unico modo per valorizzare il nostro patrimonio e riportare la vigna al centro dell’attenzione, trasformando ogni incontro in un momento di ascolto e valore autentico” – dichiara Federico Veronesi, Amministratore Delegato Signorvino.

Location centrali e nuove aperture

Con 43 punti vendita (inclusi Parigi e Praga), Signorvino continua a investire in luoghi di alto valore storico e sociale. Dopo la recente apertura nella Domus Mercatorum a Verona (Piazza delle Erbe) e il rinnovo del locale in Duomo a Milano, il brand annuncia per i primi mesi del 2026 l’apertura di un nuovo grande spazio nel centro di Roma, che si aggiungerà alle location iconiche come la terrazza su Ponte Vecchio a Firenze.

La strategia di espansione per i prossimi mesi prevede il debutto in piazze strategiche come Udine, rafforzando al contempo il presidio nelle aree storiche con l’apertura di Erbusco, in Franciacorta, poi Vicenza (seconda apertura), in centro a Napoli e in provincia di Caserta, Milano CityLife (sarà l’ottavo locale in città) e Trieste. Lo sguardo resta rivolto anche all’estero, dove entro l’inizio del 2027 è previsto il raddoppio a Praga e l’individuazione di una seconda prestigiosa location a Parigi.

Vino e benessere

In un momento in cui il binomio vino-benessere è ormai centrale nel dibattito pubblico, Signorvino ha agito da pioniere promuovendo già dal Vinitaly 2025 il concept ‘Il gusto di sentirsi bene’. Nato per rispondere a un mercato che rischiava la ‘demonizzazione’, il progetto si è evoluto in una missione culturale supportata dalla ricerca del Professor Giovanni Scapagnini, tra i massimi esperti italiani nel campo delle geroscienze nutrizionali. La collaborazione ha dimostrato come il consumo moderato di vino, inserito in uno stile di vita sano, favorisca la healthspan (longevità in salute) grazie ai composti bioattivi del vino e ai benefici psicologici della socialità.

Proprio su questa necessità di rinnovamento, l’Amministratore Delegato Federico Veronesi ha lanciato un appello a produttori e stakeholder: “Dobbiamo superare il concetto di pura distribuzione per dare vita a una nuova narrazione, meno tecnica e più vicina alle persone”. Per Veronesi proteggere il settore significa guidare il consumatore verso una consapevolezza nuova e profonda, ma anche riportare il vino al centro della vita sociale con ‘sana audacia’.

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