FIPE al Sigep 2026: il bar come infrastruttura sociale e la sfida della qualità

FIPE al Sigep 2026: il bar come infrastruttura sociale e la sfida della qualità

Luciano Sbraga, Vice Direttore Generale FIPE - Confcommercio, analizza il valore della filiera e le nuove strategie per la sostenibilità economica dei pubblici esercizi
FIPE al Sigep 2026: il bar come infrastruttura sociale e la sfida della qualità

Al Sigep 2026, FIPE – Confcommercio ribadisce la centralità della ristorazione e del mondo del bar come motori dell’economia italiana e presidi fondamentali di socialità. Con un valore aggiunto di circa 60 miliardi di euro e acquisti di materie prime per 20 miliardi, il settore rappresenta una filiera articolata che va dalle attrezzature ai servizi. Tuttavia, nonostante i volumi e la capillarità (oltre 150.000 imprese), il comparto sconta fragilità strutturali, con un tasso di sopravvivenza delle imprese a cinque anni che si ferma al 53%.

Luciano Sbraga, Vice Direttore Generale FIPE, sottolinea la necessità di spostare la competizione dal prezzo al valore. Per il mondo del bar, ciò significa puntare su una forte specializzazione e sull’aumento dello scontrino medio, in particolare nel momento della colazione, attraverso un’offerta ibrida e un servizio più moderno. Anche per il pranzo e il segmento serale, la sfida è legata alla qualità: promuovere un consumo consapevole che associ il bere di qualità a prodotti alimentari selezionati, abbandonando le logiche delle “commodity” per costruire modelli di business più sostenibili e resilienti.

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