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Plant based meat: cosa c’è oltre la carne?

La plant based meat, cioè la carne-non-carne le cui proteine provengono da ingredienti vegetali, è uno dei trend food più chiacchierati del momento. Perché piace? Perché non scende a compromessi nel gusto ed è altamente sostenibile.

La Plant based meat è uno degli ultimi trend a tema food, sia offline che online. Di cosa si tratta? Dell’inserimento nella propria dieta di prodotti molto simili per gusto, forma e consistenza ai preparati di carne animale, ma realizzati con materie prime completamente vegetali. Questa nuova tendenza si è diffusa sia nell’ambito del consumo fuori casa, sia in quello casalingo e i primi effetti sono già visibili. Ad esempio, alcuni giganti della GDO hanno recentemente iniziato a chiedersi se abbia ancora senso parlare di “reparto carne” all’interno dei supermercati, oppure trovare una nomenclatura alternativa. Sainsbury’s in UK, per citarne uno, ha scelto di inaugurare in via sperimentale la dicitura “reparto proteine” nei suoi punti vendita. In questa area dei diversi store è possibile trovare tutti quegli alimenti ad alto contenuto proteico, sia di origine animale che non.

Ma non è tutto. Hanno fatto molto parlare, le partnership di due tra i più noti colossi del fast food – Burger King e Kentucky Fried Chicken – con due delle realtà che maggiormente stanno investendo nello sviluppo di alternative vegetali alla carne animale: Beyond Meat e Impossible Food. Ricerca di visibilità? Forse, ma non solo. I motivi per cui i foodie – soprattutto quelli più giovani – amano la plant based meat sono diversi e i brand del settore alimentare ne sono sempre più consapevoli.

MODIFICARE LA PROPRIA DIETA PER SCEGLIERE UNO STILE DI VITA PIÙ SOSTENIBILE

Sweet Heart Food, catena di fast food californiana che offre prodotti completamente plant based, ha recentemente diffuso alcuni dati di una ricerca svolta su un campione di millennials americani, per indagarne le abitudini alimentari. Tra i dati più rilevanti c’è quello che vede 1 intervistato su 6 dichiarare di seguire una dieta priva di fonti proteiche animali, con la conseguente ricerca di prodotti 100% plant based. Tra questi è citata anche la carne vegetale. Secondo la ricerca di Sweet Heart Food, le motivazioni che spingono i consumatori a cambiare dieta sono principalmente due. Nel 44% dei casi questa decisione è presa per adottare uno stile alimentare più sostenibile per l’ambiente. Mentre il 37% dei millennials fa questa scelta per ragioni etiche.

Solo in Italia, negli ultimi 3 mesi – stando a un’analisi delle conversazioni online svolta attraverso Talkwalker, piattaforma di data business intelligence – gli italiani hanno utilizzato la keyword “carne vegetale” in circa 1500 conversazioni pubblicate in Rete. Tre sono i temi maggiormente discussi riguardo le alternative plant based alla carne animale: il gusto del prodotto, la sua sostenibilità e il prezzo. Nel primo caso, gli utenti online si confrontano sulla fedeltà del sapore delle alternative vegetali rispetto a quello della carne animale. Solitamente, la prova palato non fa percepire differenze sostanziali i due. La motivazione all’acquisto di plant based meat, però, non sta tanto nella ricerca di un sapore simile alla carne animale, ma nel fatto di rappresentare una scelta 100% eco-friendly. Tutto questo, a fronte di un prezzo più alto (che, però, non sempre è speso volentieri).

FOORBAN CI HA CREDUTO: CHI SARÀ IL PROSSIMO?

Il 24 giugno scorso, Foorban ha annunciato la sua partnership con Beyond Meat, mettendo in vendita nella propria cucina online un hamburger speciale, realizzato con carne 100% plant based. Il risultato? Un grande successo che ha fatto andare a ruba questo panino speciale, già a partire dalle prime ore dall’annuncio.

Fonte: Pagina Facebook di Foorban

Le motivazioni che hanno spinto Foorban a stringere questa collaborazione, sono state dichiarate dal brand stesso attraverso i propri canali social. In particolare, emerge l’esigenza di offrire un’alternativa sostenibile adatta a tutti, anche ai più fedeli sostenitori della carne tradizionale – presi, questa volta, per il palato.

In particolare, secondo quanto dichiarato da Foorban, rispetto alla produzione di un hamburger tradizionale Beyond Meat, utilizza il 99% in meno di acqua, il 93% in meno di terra, il 46% in meno di energia e produce il 90% in meno di emissioni di gas serra. Questo significa che tutta la filiera produttiva è altamente sostenibile, valore in cui Foorban stesso dichiara di credere molto.

Oltre alla carne, dunque, sembra esserci molto di più, senza dovere necessariamente rinunciare al gusto. Chi sarà il prossimo a credere e investire in questa sfida green così importante per l’ambiente?

di Francesca Di Cecio

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