Si è chiusa a Cannes l’edizione 2026 del MAPIC, il salone internazionale dell’immobiliare commerciale e del retail. Il 3 e 4 novembre ha riunito circa 3.600 partecipanti da più di 70 Paesi, tra cui 1.500 professionisti del retail in rappresentanza di 1.000 insegne, il 10% in più rispetto allo scorso anno.
In un contesto economico incerto, gli organizzatori parlano di un’edizione compatta ed efficace, che conferma il valore di una piattaforma internazionale pensata per la commercializzazione di asset commerciali, con due giornate di incontri d’affari, conferenze, tavole rotonde e networking. Il formato, introdotto lo scorso anno, propone ora diverse formule di partecipazione, giudicate più flessibili e apprezzate dai partecipanti.
Tra i 150 espositori c’erano i principali proprietari immobiliari, asset manager e broker internazionali, da Klépierre a Westfield, da Redevco a Neinver, da Cushman & Wakefield a CBRE. Per gli operatori la sfida è oggi creare valore negli spazi esistenti, attraverso riqualificazioni e ampliamenti, e adeguare il merchandising mix alle aspettative dei consumatori.
Il MAPIC si conferma anche come luogo di scouting. Accanto ai brand internazionali habitué, come Uniqlo, Primark, Nike, Zara, Apple e Lululemon, quest’anno il lusso ha rafforzato la presenza con Brunello Cucinelli, Burberry, Boggi Milano, Kering e Trussardi. Tra le insegne asiatiche, sempre più apprezzate quelle coreane, come POP MART e Dairy Queen; dal Nord America e dall’Australia sono arrivati nomi come Bath & Body Works, Popeyes, Wendy’s, Chick-fil-A e Arc’teryx, a conferma dell’interesse per l’Europa.
Il leisure, ormai locomotiva delle destinazioni commerciali, ha portato Secret Cinema, IMAX, Planet Fitness e Five Iron Golf, mentre nel Food & Beverage erano presenti, tra gli altri, Dunkin’, Honest Greens e Giraudi Group.
Novità dell’edizione sono state le sessioni Geo-focus sui mercati extraeuropei. In Medio Oriente gli operatori hanno sottolineato che per i brand la regione va intesa come un insieme di mercati locali e non come un blocco unico. L’India è apparsa a un punto di svolta per i brand europei, con grandi opportunità a patto di scegliere con cura il partner locale e di adattare l’offerta senza perdere identità. Sessioni dedicate hanno riguardato anche Sudafrica e America Latina.

Due i segmenti al centro dei lavori: high street e retail park. Una nuova area ha messo in contatto gli operatori del commercio con le insegne, con presentazioni sulle principali città europee in collaborazione con Cushman & Wakefield. Un nuovo forum sui retail park, con Accessite, ha evidenziato la flessibilità e la sostenibilità economica del formato. Gli esperti hanno ricordato che questa asset class, resa attraente dalla stabilità dei ricavi, non è di semplice gestione e non va trasformata in centro commerciale, pena la perdita della sua specificità.
L’Italia ha confermato il proprio peso, con oltre 450 partecipanti e protagonisti come IGD, Svicom, Arcus, Generali Real Estate, Grandi Stazioni, Finiper e Promos, insieme a numerosi brand del retail italiano.
Sul palco, Simon French di Panmure Liberum ha sottolineato la resilienza dei consumatori, che continuano a risparmiare in un contesto di incertezza e inflazione, invitando alla prudenza sull’IA per le possibili ricadute su proprietà intellettuale, economie locali e centri cittadini. Laure Kruithof, Retail Director di Aroma-Zone, ha illustrato il modello integrato del brand, con l’obiettivo di raddoppiare la rete entro il 2028. Vincent Rouget, CEO di Unibail-Rodamco-Westfield, ha indicato nei momenti memorabili per i consumatori il cuore del retail e ha presentato la strategia del gruppo, basata su customer experience, retail media e dati, oltre a un modello di franchising avviato con Cenomi Centers in Arabia Saudita e destinato ad arrivare in Thailandia.
“Siamo entusiasti di questa edizione che, a detta dei partecipanti, è stata ricca di incontri efficaci e di scoperte di nuove realtà. Ogni anno la nostra ambizione è offrire ai professionisti del settore un contesto favorevole agli incontri d’affari, ma anche agire da curatori, andando a cercare in tutto il mondo nuovi marchi che potrebbero diventare domani protagonisti importanti delle destinazioni commerciali. Al MAPIC le insegne rappresentano oggi oltre il 40% dei partecipanti, ed è questa la forza di un salone senza eguali“, ha commentato Francesco Pupillo, Direttore del MAPIC.
Il MAPIC tornerà il 3 e 4 novembre 2027.
