Folla di buyer al Congresso Hospitality 4.0 durante HIP - Horeca Professional Expo Italia

5.112 buyer si riuniscono al debutto di HIP – Horeca Professional Expo

L’evento ha riunito a BolognaFiere il mondo dell’ospitalità per scoprire le ultime soluzioni e innovazioni per il settore Horeca
Folla di buyer al Congresso Hospitality 4.0 durante HIP - Horeca Professional Expo Italia

HIP chiude la prima edizione in Italia segnando l’avvio di una nuova piattaforma per promuovere l’innovazione e la redditività della ristorazione e dell’ospitalità italiana. Nel corso dei tre giorni della manifestazione, 5.112 buyer del settore Horeca hanno potuto scoprire soluzioni, tecnologie e nuovi modelli di business grazie alla presenza di 221 brand espositori.

Con oltre 407 relatori e un programma di contenuti sviluppato attraverso l’Hospitality 4.0 Congress, HIP ha offerto un’opportunità di aggiornamento e confronto per imprenditori, manager e professionisti della ristorazione e del settore alberghiero. L’obiettivo è accompagnare le imprese nelle trasformazioni che stanno interessando il settore dell’ospitalità: dall’evoluzione dei consumi alla digitalizzazione, dalla gestione del personale alla sostenibilità e all’efficienza operativa.

Manuel Bueno, Direttore HIP Italia, traccia un bilancio positivo di questa prima edizione: “Con HIP volevamo creare in Italia un punto di incontro in cui professionisti e manager del settore potessero confrontarsi sulle trasformazioni in corso, scoprire nuove soluzioni e generare opportunità di collaborazione. La qualità del confronto e degli incontri che hanno caratterizzato questa prima edizione conferma l’importanza di investire nell’innovazione e nella formazione per promuovere la competitività del settore Ho.Re.Ca. italiano. Ripartiamo da questa esperienza con l’obiettivo di consolidare HIP come appuntamento annuale di riferimento in Italia, continuando a supportare i professionisti del settore nella costruzione di un comparto più efficiente, sostenibile e capace di evolversi”.

“La prima edizione italiana di HIP conferma il valore di Bologna e dell’Emilia-Romagna come sedi di grandi appuntamenti dedicati al futuro dell’ospitalità e della ristorazione. Una scelta che riconosce la forza del nostro sistema fieristico e il valore di un territorio in cui l’accoglienza, la ristorazione e la cultura enogastronomica sono componenti fondamentali dell’identità e dell’attrattività turistica. HIP Italia offre inoltre alle imprese dell’ospitalità e della ristorazione un’opportunità per confrontarsi su innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e formazione: strumenti decisivi per migliorare la qualità dell’offerta e la produttività, valorizzare le competenze e competere sui mercati nazionali e internazionali”, dichiara Roberta Frisoni, assessora regionale al Turismo e al Commercio dell’Emilia-Romagna.

Il valore dell’ospitalità nasce dalla capacità di mettere in rete imprese, istituzioni, centri di formazione e filiere produttive, valorizzando le risorse del territorio e investendo nelle persone. Per Roberto Melloni, Presidente FIPE-Confcommercio Bologna, “la ristorazione può valorizzare i prodotti, gli artigiani e i piccoli produttori, ma abbiamo bisogno di una filiera che lavori in modo sinergico, con il sostegno delle istituzioni e della formazione. Siamo il primo punto di contatto per i turisti che arrivano in Italia e l’accoglienza rappresenta un valore aggiunto fondamentale: fare squadra significa rafforzare l’intero territorio”.

Il consumo fuori casa: consumatori più selettivi tra convenienza ed esperienza

Il mercato italiano della ristorazione fuori casa sta attraversando una fase di cambiamenti, caratterizzata da consumatori sempre più prudenti, alle prese con l’aumento del costo della vita e con bilanci familiari sotto pressione. Nel suo intervento a HIP Italia, Matteo Figura, Responsabile Foodservice Italia di Circana, ha analizzato le nuove dinamiche di consumo, evidenziando come la ricerca di prezzi accessibili stia modificando le occasioni di consumo e le scelte dei clienti.

In Italia, la spesa complessiva per alimenti e bevande, dentro e fuori casa, raggiunge 164 miliardi di euro, di cui 78 miliardi riconducibili ai consumi fuori casa. Secondo i dati presentati da Figura, il 66% dei consumatori dichiara che la propria situazione finanziaria incide negativamente sui consumi fuori casa. Cresce quindi l’attenzione al prezzo, con una maggiore propensione a scegliere formule più convenienti e a ridurre alcune occasioni di consumo, come gli spuntini. Tra i segnali positivi si distinguono le visite della Generazione Z, che rappresenta il 27% del mercato, e la crescita di canali come le catene di hamburger e i ristoranti etnici. Avanza anche il delivery, mentre diminuiscono i consumi presso i locali.

“In Italia, la sfida per il settore della ristorazione consiste nel rendere sempre più evidente il rapporto tra qualità e prezzo, rispondendo alle esigenze di un consumatore informato ed esigente”, ha sottolineato Figura.

L’identità italiana come motore di crescita sui mercati internazionali

L’identità gastronomica italiana può rappresentare un importante motore di sviluppo per i brand della ristorazione. Come ha sottolineato Roberto Costa, presidente del Gruppo RIAE – Ristoranti Italiani Autentici all’Estero di FIPE-Confcommercio, nel mondo ci sono circa 600.000 ristoranti che propongono un’offerta gastronomica italiana, espressione del Made in Italy, mentre il valore dell’Italian sounding, ovvero l’imitazione dei prodotti italiani, raggiunge i 120 miliardi di euro.

La sfida consiste nel saper valorizzare la tradizione e, allo stesso tempo, adattarsi ai diversi mercati. Alessandro Condurro, CEO de L’Antica Pizzeria da Michele in the World, ha condiviso le chiavi dell’espansione internazionale della propria attività, oggi presente in tutti e cinque i continenti, sottolineando la necessità di comprendere le abitudini locali senza perdere l’autenticità del prodotto: “Internazionalizzarsi significa portare nel mondo non soltanto la pizza, ma anche la cultura e la tradizione che rappresenta, adattandosi ai mercati senza perdere la propria identità”.

Anche Luigi e Vincenzo Capuano hanno raccontato il loro percorso imprenditoriale, che oggi conta 45 pizzerie nel mondo e si fonda sull’incontro tra tradizione, identità visiva e comunicazione. La loro esperienza dimostra come l’innovazione possa contribuire alla diffusione internazionale del prodotto senza rinunciare alla qualità e al sapere artigianale: “Per costruire un brand bisogna saper unire tradizione e innovazione”, hanno spiegato.

Oltre alla pizza, anche i salumi sono grandi protagonisti della gastronomia italiana. Dario Leoncini ha presentato il modello de La Prosciutteria, che valorizza salumi, formaggi e vini italiani attraverso un format conviviale e informale ispirato alla tradizione delle fiaschetterie: “Il passato può diventare un elemento distintivo: i prodotti, l’ambiente e l’accoglienza devono raccontare una storia autentica e offrire un’esperienza coerente” – ha dichiarato Leoncini.

Infine Dario Cecchini, ottava generazione di macellai alla guida della storica Antica Macelleria Cecchini, ha raccontato come abbia portato la propria filosofia artigianale fino a Dubai, mantenendo al centro il rispetto per gli animali, la valorizzazione integrale di ogni taglio e la collaborazione con gli chef. “In un piccolo paese bisogna creare un motivo per cui le persone desiderino venire: serve qualcosa di unico”, ha affermato Cecchini.

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