Preparazione caffè ghiacciato con caffettiera per la Giornata Internazionale del Caffè e consumo consapevole

La Giornata Internazionale del Caffè punta i riflettori su consumo consapevole e sostenibilità

Con il riconoscimento delle Nazioni Unite, il mondo del caffè si conferma generatore di valore tra crescita dello specialty, macchine intelligenti e qualità delle materie prime
Preparazione caffè ghiacciato con caffettiera per la Giornata Internazionale del Caffè e consumo consapevole

Quest’anno avrà per la prima volta il riconoscimento ufficiale delle Nazioni Unite: ne ha fatta di strada la Giornata Internazionale del Caffè, lanciata dall’ICO – International Coffee Organization nel 2015 a Milano, in occasione di Expo, e che si celebra in tutto il mondo il 1 ottobre. È la testimonianza del valore di un settore da sempre protagonista a HostMilano – prossima edizione organizzata da Fiera Milano dal 22 al 26 ottobre 2027 – che dà sostentamento a circa 25 milioni di agricoltori nel mondo.

Impressionanti anche i dati di consumo: si stima che ogni giorno nel mondo se ne bevano oltre due miliardi di tazze, in forme sempre più varie. Secondo la National Coffee Association, Negli Stati Uniti il 47% degli adulti consuma bevande a base di espresso più di un consumatore quotidiano su cinque sceglie il caffè freddo. Anche nel resto del mondo non manca la fantasia: in Vietnam il cà phê trứng si serve sotto una crema di uova montate e latte condensato, in Scandinavia il kaffeost si prepara versando il caffè bollente su cubetti di formaggio, a Hong Kong lo yuenyeung miscela caffè e tè al latte e in Senegal il café touba si aromatizza con chiodi di garofano e pepe di Selim.

Il cuore resta in Europa che, sempre secondo l’ICO, con quasi un terzo del totale mondiale – il 30,1% – è la prima regione per consumo del caffè al mondo. In Italia il rito della tazzina si ripete più di due volte al giorno: secondo elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat e NielsenIQ, ogni italiano beve in media 792 tazzine di espresso l’anno, delle quali 28 su 100 vengono servite fuori casa, tra bar, ristoranti e hotel.

La Giornata sarà anche l’occasione per leggere le trasformazioni di un settore che la manifestazione leader mondiale dell’ospitalità professionale, il fuoricasa e il food retail accompagna verso l’edizione 2027 con gli approfondimenti dell’Osservatorio HostMilano: dal chicco alla tazzina, passando per le macchine che ne valorizzano la qualità.

“Il riconoscimento delle Nazioni Unite conferma quanto il caffè sia oggi un patrimonio culturale ed economico condiviso, che lega milioni di produttori a un consumatore sempre più consapevole, attento all’origine, alla qualità in tazza e al racconto di ciò che beve – dichiara Francesca Cavallo, Head of Hospitality Exhibitions Fiera Milano. È una consapevolezza che investe l’intera filiera e fa della sostenibilità una leva sempre più rilevante, dall’efficienza energetica delle macchine alla tracciabilità della materia prima. Sono alcuni dei temi che metterà al centro Host 2027, riunendo tecnologie, torrefazioni e format in una piattaforma dove l’innovazione diventa opportunità di business”.

Francesca Cavallo sorride, esperta di caffè sostenibile e consumo consapevole.
Francesca Cavallo, Head of Hospitality Exhibitions Fiera Milano

Dal chicco alla macchina, i numeri di un mercato in crescita

Secondo Mordor Intelligence, il mercato mondiale del caffè vale quasi 186 miliardi di dollari nel 2026 e sfiorerà i 239 miliardi entro il 2031, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del +5,18%. Tra i fattori trainanti spiccano l’evoluzione dei consumi verso modelli premium e l’attenzione verso tracciabilità e approvvigionamento sostenibile.

In questa dinamica gioca un ruolo di primo piano l’Italia, primo produttore europeo di caffè torrefatto davanti alla Germania: secondo dati Eurostat elaborati per la European Coffee Federation, la produzione italiana supera le 520 mila tonnellate l’anno, pari a circa il 27,5% del totale UE.

Altrettanto solida la posizione del Made in Italy nelle tecnologie. Come rileva ExportPlanning in esclusiva per l’Osservatorio HostMilano, nel 2025 il commercio mondiale di macchine da caffè e vending ha raggiunto i 7,7 miliardi di euro. Come primo esportatore mondiale, l’Italia vi ha contribuito con 1,56 miliardi (+1,2% sul 2024), circa un quinto del totale. Scambi attesi in accelerazione sia nel 2027, a +3,5%, sia nel biennio 2028-2029 con il +4,7% medio annuo.

Macchine più intelligenti ed efficienti, al servizio del professionista

A guidare l’evoluzione sul bancone è una duplice esigenza: da un lato aiutare ogni barista, dal più esperto al neofita, a garantire una qualità costante anche nei momenti di punta e, dall’altro, ridurre l’impatto ambientale. La macchina espresso tradizionale si fa così sempre più intelligente: controllo digitale dei parametri, stabilità termica e automatismi dialogano con il macinadosatore, regolano l’estrazione in tempo reale e lasciano al barista il gesto, il racconto del prodotto e un’interazione di maggior valore con il cliente.

Macchina professionale per caffè espresso con tazza bianca in primo piano, simbolo di consumo consapevole e sostenibilità

La sostenibilità entra in gioco fin dalla progettazione, con studi di Life Cycle Assessment (LCA) e piattaforme termiche di nuova generazione in grado di ridurre sensibilmente i consumi energetici. Anche l’offerta in tazza evolve verso una qualità sempre più riconoscibile. Il consumatore chiede trasparenza su origine, lavorazione e filiera, mentre lo specialty coffee apre spazi nuovi anche a segmenti finora di nicchia, come il decaffeinato di qualità e monorigine.

La parola alle aziende della filiera

Evoluzioni confermate dalle testimonianze dei protagonisti del settore, raccolte dall’Osservatorio HostMilano nel percorso di approfondimento delle tendenze verso Host 2027.

“Stiamo assistendo a un passaggio decisivo del caffè da semplice bevanda funzionale, da commodity, a vera e propria esperienza di consumo. Il consumatore odierno, sempre più consapevole, ricerca storytelling e massima trasparenza per tracciare il viaggio del chicco, dalla piantagione fino al bar – spiega Jacopo Bambìni, Group Marketing Director Cimbali Group. In questo cambiamento, trainato anche dall’ascesa dello specialty coffee, la macchina per espresso diventa l’architrave dell’esperienza offerta al cliente. Tutto questo processo di innovazione passa necessariamente attraverso la lente della sostenibilità, che per noi si traduce in scelte di ecodesign e in protocolli rigorosi”.

Una trasformazione che si riflette anche sulla domanda internazionale di macchine di alta gamma.

“La domanda di macchine espresso tradizionali sta crescendo soprattutto in mercati dove il caffè viene sempre più vissuto come esperienza culturale e premium. In tutti questi mercati la richiesta è la stessa: macchine tradizionali evolute, capaci di unire tecnologia avanzata, consistenza e una forte identità di design – afferma Marco Feliziani, CEO Simonelli Group. In Simonelli Group la sostenibilità è parte integrante della filosofia di progettazione: una macchina che lavora in modo più preciso, stabile e replicabile è una macchina che crea meno scarti, riduce i costi operativi e genera valore nel lungo periodo”.

La qualità della materia prima alla base del processo

Dal bancone si risale alla torrefazione, dove la qualità passa sempre più anche per la trasparenza sull’origine.

“L’espresso tradizionale resta centrale nei bar italiani, ma cresce la curiosità verso caffè di origini diverse e nuovi modi di degustarli. Una tazzina preparata e raccontata con competenza permette al consumatore di comprenderne meglio il valore”, afferma Cesare Trucillo, Head of Growth di Caffè Trucillo. “La trasparenza parte dalla conoscenza dell’origine dei caffè che acquistiamo. In vista dei nuovi obblighi europei sulla deforestazione, stiamo rafforzando la raccolta e la verifica delle informazioni con i nostri fornitori, comprese quelle relative alle aree di produzione”.

A monte della torrefazione, la qualità passa anche per la decaffeinizzazione, un comparto altamente specializzato e di sempre maggior rilievo sul mercato, che lavora il caffè verde prima della tostatura.

“Il consumo di decaffeinato sta crescendo in maniera abbastanza regolare e questa crescita consentirà sempre di più anche al mondo specialty di proporre caffè decaffeinati di particolare qualità, comprese proposte speciali e monorigine – osserva Massimiliano Fabian, Presidente e Amministratore Delegato di Demus, azienda specializzata nella decaffeinizzazione e nel trattamento del caffè verde. Più che di una singola innovazione, parlerei di evoluzione continua della tecnologia e della tecnica: nell’efficienza dei processi e nella capacità di preservare sempre meglio le caratteristiche qualitative e aromatiche del caffè. Ed è proprio questa evoluzione progressiva che ci permette di offrire ai nostri clienti, e in ultima analisi al consumatore, un prodotto sempre migliore”.

HostMilano dedica da sempre un ruolo speciale al mondo bar e caffè nella sua particolare attenzione alle filiere dell’eccellenza italiana. Nella macroarea Caffè-Tea con Bar-Macchine caffè e Vending, torrefattori, costruttori di macchine e fornitori di tecnologie incontreranno buyer e operatori da tutto il mondo, in un percorso espositivo che valorizza le affinità tra filiere e un programma ricco di eventi, competizioni e workshop.

A oggi sono già oltre 1.000 le aziende che hanno confermato la partecipazione, con una quota internazionale del 50%. L’appuntamento con la 45.ma edizione di HostMilano è a Fiera Milano dal 22 al 26 ottobre 2027.

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