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Emoji a merenda: così cambia il racconto del cibo

Nel 2019 si aspettano 230 nuove emoji, di cui diverse dedicate al cibo. Il motivo? Sono ufficialmente diventate parte della comunicazione quotidiana. Brand compresi

Oggi non si fa altro che parlare di emoji. Quei simboli che negli anni 90 erano chiamati “smile” o “faccine”, oggi hanno trovato un nuovo nome anche in italiano. Il motivo? Non si limitano più a esprimere (o descrivere) stati d’animo diversi. Il loro uso è andato molto oltre, sconfinando nell’universo semantico del linguaggio.

Non tutti sanno che esiste un’enciclopedia online che contiene tutte le emoji attualmente disponibili agli utenti. Si chiama Emojipedia e oggi ne registra 2.823 diverse. Si prevede, però, l’inserimento di circa 230 nuove emoji nel 2019. Queste prima di poter entrare a fare parte delle nostre tastiere devono essere approvate dall’Unicode Consortium che ne sancisce la validità e l’usabilità a livello globale.

Le emoji, infatti, sono uniche nel loro genere. Le rigide regole di approvazione che le contraddistinguono e il loro utilizzo che prescinde lingua e confini geografici uniscono utenti di ogni parte del mondo. Si dice, infatti, che per questi motivi costituiscano il primo vero linguaggio universale. Per dimostrarlo, tre autori italiani hanno realizzato quello che è l’unico esempio di opera letteraria tradotta in emojitaliano. Si tratta di una traduzione della favola delle favole, Pinocchio, che vuole esplorare le potenzialità comunicative del repertorio di questo particolare linguaggio. Un’impresa non da poco, anticipata nel 2015 da un segnale favorevole: l’inserimento nell’Oxford Dictionary della faccina che piange di gioia (😂), promossa al ruolo di vera e propria parola (dell’anno).

 

©️ Oxford Dictionary, sito web ufficiale

Emoji tra brand e utenti: qual è la situazione nel mondo food? Uno sguardo oltreoceano

Oggi esistono più di 100 emoji classificate nella categoria “Food & Drink” . Nel 2019 ne arriveranno di nuove e, neanche a dirlo, è stata proprio Emojipedia ad annunciarlo qualche giorno fa. Alla categoria dedicata a cibo e bevande si aggiungeranno alimenti come i waffle e ingredienti un po’ meno nobili, come aglio e cipolla.

©️ Emojipedia, account Twitter

 

Nella categoria “Food & Drink”, infatti, è possibile trovare frutta e verdura, piuttosto che piatti e bevande universalmente riconosciuti, come la pizza o l’iconico bicchiere da cocktail per Martini. Sì, perché le emoji sono state spesso usate dai brand con finalità di marketing (o quasi).

Ne è un esempio la storia di Taco Bell. La catena di cibo tex-mex statunitense nel 2015 ha fortemente insistito con l’Unicode Consortium per l’inserimento del taco, cibo di punta della sua offerta in menu, all’interno della lista delle emoji. Come è andata a finire? Taco Bell è riuscito nella sua impresa, festeggiando pubblicamente sull’account Twitter del brand 🌮.

 

©️ Taco Bell, account Twitter

 

Domino’s Pizza, sempre negli Stati Uniti, ha utilizzato il potere delle emoji per aumentare gli ordini di pizza a domicilio, inviati tramite social. Come? Gli utenti potevano portare avanti la loro richiesta semplicemente inviando un tweet contenente l’emoji della pizza all’account ufficiale del brand. Un’iniziativa che ha avuto così successo da avere un’enorme risonanza tra i media americani.

 

©️ Domino’s Pizza, account Twitter

Le emoji del mondo food: tra ironia e significati nascosti

I casi di Taco Bell e Domino’s Pizza mostrano come le emoji siano spesso usate dai brand per intraprendere con i propri consumatori una conversazione caratterizzata da un tono di voce ironico, divertente e immediatamente comprensibile. L’ironia, infatti,  è una delle caratteristiche principali di questo linguaggio, tanto che spesso le emoji più comuni hanno assunto nell’uso comune i più svariati e nascosti significati. In particolare questo è frequente proprio per quelle emoji legate alla categoria “Food & Drink”.

Un’analisi di Emojipedia, ad esempio, ha dimostrato che l’emoji della “pesca” (🍑) è utilizzata dagli utenti nel suo significato di “frutto” solo nel 7% delle conversazioni condivise online. Di gran lunga più frequente, invece, è il suo uso per rimandare ad altri universi di senso, come ad esempio l’allusione all’esercizio degli squat nel mondo del fitness, oppure il riferimento al lato B sia maschile che femminile. Accade qualcosa di molto simile anche per altre emoji della categoria alimentare. Queste, infatti, sembrano essere usate per alludere più alla sfera sessuale che a quella della tavola.

Emoji: impoverimento del linguaggio o nuove opportunità?

Per tutti questi motivi, rispetto a questo nuovo linguaggio fatto di pittogrammi c’è chi ha parlato di un impoverimento progressivo del modo di esprimersi, ridotto spesso all’utilizzo di soli simboli. Altri, invece, hanno parlato dell’avvento di una nuova frontiera della comunicazione in cui la molteplicità di significati condensati in un unico segno è il vero valore aggiunto.

Sicuramente, stiamo assistendo a una nuova evoluzione del nostro linguaggio e i cambiamenti, si sa, fanno sempre discutere. A proposito, tu cosa ne pensi?

di Francesca Di Cecio

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